Ozonoterapia, una risorsa fondamentale in medicina!

Cosa è la Ozonoterapia?

È una terapia che utilizza come agente terapeutico un gas, l’ozono appunto, miscelato in piccole percentuali con ossigeno medicale.

L’ozono è una forma di ossigeno, a tre atomi, mentre l’ossigeno presente in natura è formato da due atomi: l’ozono quindi, è una particolare forma di ossigeno potenziato, una sorta di “super-ossigeno”, di gran lunga più attivo e con proprietà importanti dal punto di vista terapeutico. L’ozono in medicina non viene mai utilizzato puro, ma sempre miscelato in piccola percentuale (circa 3%) con l’ossigeno medicale che funge da veicolo. A questa concentrazione l’ozono non ha alcun effetto tossico ma diventa un agente terapeutico straordinariamente versatile.

Come funziona?

Gli effetti biologici dell’ozono sono molteplici.

Tre i meccanismi fondamentali:

1. OSSIGENAZIONE
L’ozono migliora la capacità del sangue di apportare ossigeno ai tessuti: ne consegue una riattivazione del microcircolo e della ossigenazione periferica.

2. ANTIOSSIDAZIONE
L’ozono, di per sè ossidante, stimola potentemente la riattivazione dei sistemi difensivi enzimatici antiossidanti dell’organismo, quelli che devono difenderlo dalle aggressioni tossiche e dai processi ossidativi dell’invecchiamento. Questo spiega la sua efficacia in tutte quelle patologie croniche in cui è coinvolto lo stress ossidativo, la maggioranza a quanto oggi sembra.

3. DISINFEZIONE
È un potentissimo agente verso batteri, funghi, virus, parassiti: praticamente nessun microorganismo resiste all’azione ossidante dell’ozono.

Citiamo altre non meno importanti proprietà terapeutiche della Ozonoterapia:

– azione antiinfiammatoria e antalgica
– attivazione dei processi riparativi e rigenerativi
– fluidificazione del sangue
– immunostimolazione
– immunomodulazione
– riduzione della insulinoresistenza
– stimolo dei processi di detossificazione

Cosa cura?

Numerose le patologie che si possono giovare della Ozonoterapia:

Patologie da deficit di ossigenazione, come problemi di circolazione arteriosa (es. arteriosclerosi, ischemie cardiache, cerebrali) o venosa (es. ulcere flebo statiche).
Patologie ortopediche: al primo posto le ernie e le protrusioni discali, e quindi le lombalgie, le sciatalgie, le cervicalgie. Artrosi dell’anca, del ginocchio e della colonna vertebrale. Tendiniti, “periartrite” della spalla, epicondilite.
Malattie croniche, come le bronco pneumopatie ostruttive, il diabete, l’epatite virale.
Malattie degenerative: artrite reumatoide, demenza senile precoce, malattie neurovascolari; come terapia di supporto nelle patologie oncologiche.
Chirurgia: indicata nel pre/post-operatorio.
Lesioni trofiche della pelle: piaghe da decubito, gangrene diabetiche, ulcus cruris.
Dermatologia: herpes zoster e simplex, acne, psoriasi, lipodistrofia (cellulite).
Malattie autoimmuni: tiroidite di Hashimoto, lupus eritematoso sistemico, eritema nodoso.
Patologie intestinali: rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, disbiosi.
Oculistica: maculopatia diabetica, maculopatia ischemica, maculopatia retinica degenerativa senile.

Come si somministra?

L’ozono medicale può essere utilizzato sia per via locale che sistemica.

Localmente, quindi sulla sede del problema, può essere ad esempio iniettata una miscela di ossigeno e ozono tramite una comune siringa: si possono eseguire delle infiltrazioni intradermiche, sottocutanee, intramuscolari, intra- e peri-articolari, intradiscali.

In alcuni casi (vedi ulcere cutanee) può essere utilizzato un sacchetto di materiale plastico che isoli la zona da trattare, e in cui viene fatto fluire l’ozono.

Tramite sondino possono essere praticate insufflazioni vaginali di ossigeno-ozono, insufflazioni sinusali, auricolari, vescicali, prostatiche. Un ulteriore utilizzo per via locale è quello di applicare sulle lesioni cutanee dell’olio (di oliva o di girasole) saturo di ozono. Anche l’acqua può essere ozonizzata, ed essere bevuta o applicata localmente.

La somministrazione sistemica, che coinvolga quindi l’intero organismo, può seguire più vie:

Insufflazioni rettali: l’ozono viene introdotto per via rettale mediante un piccolo sondino.

Autoemoinfusione maggiore (GAET, nella vecchia denominazione): consiste nel prelievo di 180 ml di sangue del paziente e nella sua immediata reinfusione in vena dopo essere stato trattato con ossigeno e ozono.

Una variante (autoemoinfusione minore, PAET) è quella di prelevare 5-10 ml di sangue, ozonizzarlo e quindi iniettarlo intramuscolo.

Come si prepara l’ozono?

L’ozono come tale ha una vita molto breve, di pochi minuti. Non può quindi essere conservato, ma deve essere prodotto al momento dell’utilizzo.

È necessaria quindi una apposita apparecchiatura che trasformi l’ossigeno medicale in ozono e lo renda disponibile per la immediata somministrazione.

Quando è nata l’ozonoterapia?

La metodica ha più di un secolo di storia: già nella prima guerra mondiale veniva usata per la cura delle ferite da guerra. La moderna Ozonoterapia nasce però negli anni ’50, grazie ad apparecchi più precisi e affidabili e alla messa a punto delle tecniche di applicazione.

Quali altri utilizzi ha l’ozono?

Essendo un potentissimo disinfettante, viene normalmente usato nella potabilizzazione delle acque, nella disinfezione delle piscine, senza alcun effetto inquinante. Ha innumerevoli applicazioni nell’agricoltura e nell’industria per la sua capacità di disattivare sostanze inquinanti e microorganismi di ogni tipo. Da non dimenticare poi la Ozonoterapia Veterinaria.

Quale validazione scientifica ha?

La Ozonoterapia è attualmente insegnata nelle università italiane, attraverso Master universitari di II livello (Università di Pavia e Napoli), e corsi di perfezionamento (Università di di Siena e Roma). È praticata in molte ASL e strutture ospedaliere, fra cui il Primo Policlinico di Napoli (dove esiste un Ambulatorio di Ossigeno-Ozono Terapia), l’Ospedale Niguarda di Milano, l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, per citarne alcuni. Gli studi scientifici pubblicati sono sempre più numerosi. Tutto ciò non impedisce che la Ozonoterapia sia ancora poco conosciuta dai medici e che venga ignorato il suo vero potenziale terapeutico.

Quante sedute?

In genere si pratica un ciclo di 12 sedute, di cui le prime sei al ritmo di due a settimana, per poi ridurre ad una seduta a settimana. A seconda della gravità del caso, si possono prospettare delle sedute di richiamo, o ulteriori cicli nell’arco dell’anno, per garantire la stabilità dei benefici.

Può essere praticata per periodi prolungati?

L’ozono non è un farmaco, quindi non induce i fenomeni di adattamento o di assuefazione tipici delle terapie farmacologiche. Anzi l’effetto terapeutico si somma nel tempo.

Assumo già altri farmaci, posso associare l’ozonoterapia?

Certamente. L’ozonoterapia è compatibile con qualunque altra terapia, per cui il paziente può iniziare subito i trattamenti, senza pericolo di interazione con altri farmaci. Con il progredire dei miglioramenti sarà poi eventualmente possibile ridurre i farmaci assunti o eliminarli del tutto se non più necessari.

Quanto è veloce nel curare?

In molti casi il beneficio è percepibile sin dalla prima seduta. In genere i miglioramenti sono progressivi, seppur con alti e bassi: è necessario quindi un certo numero di sedute perchè i benefici si stabilizzino. Può capitare che il miglioramenti siano così veloci che il paziente a volte è tentato di “mollare” la terapia prima del tempo; ma questo è un errore, perchè la eliminazione del dolore o del blocco è solo una parte della terapia, e se vogliamo nemmeno la più importante: infatti occorre ancora lavorare sulla malattia cronica di base, anche se si sta bene, per consolidare nel tempo i benefici e impedire le recidive.

Sin dalle prime applicazioni il paziente avverte un senso generale di benessere e di vitalità.

È dolorosa?

Molte modalità di applicazione dell’Ozonoterapia sono assolutamente indolori: si pensi alla insufflazione rettale, all’autoemoterapia, alle applicazioni locali tramite sacchetto, acqua o olio ozonizzati.
Per la modalità iniettiva, tutto dipende dalla dose: iniziando con basse concentrazioni e piccoli volumi il fastidio è minimo (lieve bruciore e modesto arrossamento). Con le prime applicazioni, può permanere subito dopo l’iniezione un senso di pesantezza o indolenzimento della parte, che scompare a fine giornata. La concentrazione di ozono viene adattata caso per caso, secondo la sensibilità e la risposta del paziente.

Vi sono “reazioni avverse” all’ozono?

Innanzitutto va detto che non esiste una allergia all’ozono, esattamente come non esiste una allergia all’ossigeno. L’ozono è irritante solo se inalato, ma questa possibilità è tassativamente esclusa dalla Ozonoterapia, che segue altre vie di somministrazione. È vero che l’ozono, a certe concentrazioni, può essere dannoso per l’organismo: non però se diluito con l’ossigeno, alle ridottissime concentrazioni terapeutiche, che per l’esattezza vanno da 2 a 30 microgrammi di ozono per ml di miscela gassosa. Si ricordi che in medicina moltissime sostanze si comportano nella stessa maniera, tossiche a concentrazioni elevate ma benefiche a basse concentrazioni. L’uso medico dell’ozono consiste appunto nell’utilizzarlo a piccolissime concentrazioni, e alle dosi stabilite dai moderni protocolli scientifici, così che esplichi solo effetti positivi sull’organismo.

Per quali pazienti non è indicata?

I pazienti affetti da favismo non devono essere trattati con autoemoinfusione. I pazienti affetti da ipertiroidismo (non controllato) devono prima attendere la remissione del quadro clinico. Inoltre, per un generale principio di precauzione, si è deciso di non praticarla in gravidanza.
Al di fuori di questi pochi casi, non vi sono controindicazioni di sorta: qualunque età e condizione patologica è compatibile con la Ozonoterapia.

Può essere applicata ai bambini?

Sì, l’insufflazione rettale è ben accetta e molto efficace nella regolazione del sistema immunitario.

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