Maculopatia degenerativa della retina

La forma atrofica o secca della maculopatia degenerativa della retina legata all’età è una patologia di interesse sociale a causa dell’aumento della vita media e del numero delle persone di età avanzata nella popolazione. Attualmente nessuna terapia è efficace per contrastare la maculopatia degenerativa atrofica ad eccezione dell’ossigeno ozonoterapia. Normalmente i pazienti vengono trattati mediante la somministrazione di vitamine e antiossidanti che però, purtroppo, hanno un effetto soltanto palliativo. Nonostante lo scetticismo della comunità medica non informata dei lavori scientifici pubblicati in letteratura, la validità dell’ossigeno ozonoterapia si sta affermando dappertutto, è una procedura sicura che sta riscuotendo un gradimento sempre maggiore fra i pazienti in tutto il mondo. L’’azione terapeutica dell’ozono è basata su specifiche reazioni biochimiche, molecolari e farmacologiche. Tuttavia un certo numero di medici oculisti continuano ad ignorare l’ossigeno ozonoterapia ed a prescrivere solo vitamine antiossidanti in caso di maculopatia degenerativa della retina. Due studi clinici, che hanno coinvolto 217 pazienti, sono stati condotti presso l’Università di Siena ,Prof. V. Bocci, E. Borrelli et altri, hanno dimostrato che l’ossigeno-ozonoterapia può fermare o rallentare la progressione della maculopatia degenerativa della retina, migliorando l’acuità visiva e il benessere del paziente. I pazienti affetti da maculopatia degenerativa della retina vengono trattati con l’infusione autologa di sangue ozonizzato (auto-emoinfusione di sangue ozonizzato – GAE). Negli ultimi anni, questa modalità di trattamento, auto emoinfusione di sangue ozonizzato, è stata eseguita con successo in un grande numero di pazienti in Italia e in Germania e in altre nazioni per migliorare il microcircolo di tutti gli organi ed apparati, cuore, cervello, rene, apparato respiratorio, sistema arterioso periferico degli arti inferiori, occhio. Questa terapia è molto utile oltre che per la maculopatia anche per le retinopatia diabetica, la neuropatia ottica ischemica e retinopatia ipertensiva perchè riattiva il microcircolo oculare.
Sebbene informata dei risultati, la maggior parte dei medici oculisti è rimasta scettica ad effettuare la terapia. Solo la forma asciutta o atrofica può essere trattata con ossigeno ozonoterapia e anche se non sempre determina un recupero dell’acuità visiva in tutti i pazienti, comunque questa terapia offre la possibilità di contrastare il decorso naturale della maculopatia degenerativa della retina e migliora la qualità della vita.
Le alterazioni anatomo-patologiche della maculopatia degenerativa della retina secca possono essere trattata mediante l’applicazione di ossigeno ozonoterapia, questo problema è stato studiato per oltre due decenni e sono stati chiariti gli eventi biochimici, molecolari e farmacologici.
L’ozonoterapia innesca una serie di meccanismi di difesa contro il danno ischemico e neurotossico impedendo così la morte dei fotorecettori a livello della macula.
Questi effetti sono riassunti come segue:
A) Miglioramento del microcircolo della retina e di tutti gli organi, riduzione della viscosità ematica, miglioramento della reologia del sangue.
B) Aumento sistemico della produzione di energia nelle cellule per attivazione della fosforilazione ossidativa mitocondriale con aumento della produzione di ATP.
C) Miglioramento della via metabolica glicolitica negli eritrociti. L’aumento della concentrazione di ATP nelle zone di ipossia.(2,3-DPG)
D) L’attivazione dello shunt esoso-monofosfatonegli eritrociti che determina aumento dei livelli di 2,3-difosfoglicerofosfato (2,3-DPG) particolarmente nei pazienti con bassa concentrazione di 2,3-DPG determina aumento della disponibilità di ossigeno ai tessuti ipossici dovuta a uno spostamento verso destra della curva di dissociazione HbO2.
E) Vasodilatazione dovuta a un aumento del rilascio di ossido nitrico e prostaciclina.
F) Rilascio di fattori di crescita da piastrine.
G) Di grande importanza è l’aumento della produzione sistemico di enzimi antiossidanti.

L’osservazione che l’acuità visiva migliora più rapidamente nei pazienti con un deficit iniziale che nei pazienti quasi ciechi suggerisce fortemente che i pazienti dovrebbero essere incoraggiati ad iniziare a l’ossigeno ozonoterapia il più presto possibile. Appare evidente che la terapia riduce e minimizza la morte dei fotorecettori . Infine ci sono altre malattie degenerative della retina, come la miopia degenerativa, disturbi vascolari retinici dovuti a diabete e la neuropatia ottica ischemica che possono essere trattate con ossigeno ozonoterapia.