Lucilla

 Patologia:
Ascessi epatici – Fistola Biliare –  Peritonite biliare -Occlusione all’origine dell’arteria mesenterica superiore e del tronco celiaco.

Mi chiamo Lucilla e sono nata a Firenze. Da diciannove anni vivo a Roma dove ad oggi si è svolto il mio percorso terapeutico. La mia dolorosa vicenda di salute comincia intorno alla metà del 2014 all’età di 47 anni. Inizio ad accusare dolori gastrointestinali, coliche addominali, da 53 Kg comincio a perdere peso, si interrompe il ciclo mestruale.

Fatti diversi accertamenti presso un noto Ospedale (poli-specialistico) mi diagnosticano: Gastrite cronica di grado lieve, Calcolosi della colecisti, fegato di dimensioni notevolmente aumentate. Il 28 gennaio 2015 vengo sottoposta ad intervento chirurgico di: Colecistectomia videolaparoscopica ed esportazione di fibroma peduncolato del corpo uterino.

Da notare che il fibroma venne asportato senza il mio consenso. (e che venni dimessa il giorno seguente senza prevedere successivo controllo post-operatorio.) Venni dimessa in codice 5 in I giornata post-operatoria ed effettuai due controlli ambulatoriali per la rimozione dei punti e la medicazione; non furono previsti ulteriori controlli di tipo diagnostico post-operatorio.

Nei mesi a venire continuo a perdere peso per arrivare a 38 Kg. Vengo sottoposta ad un ciclo di alimentazione parenterale presso un altro ospedale. Riprendo peso fino a 42 Kg, ma i dolori addominali si fanno sempre più forti.

Da Maggio a Settembre eseguo terapia antalgica presso un valido specialista in Neurologia – Omotossicologia – Terapia del dolore – Neuralterapia – Omeomesoterapia. Diagnosi: Grave deperimento organico con Distonia Vegetativa Reattiva.

Il 5 novembre vengo ricoverata presso un noto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Diagnosi: Biloma epatico di 11 cm a contenuto liquido in rapido accrescimento, Anemia sideropenica. Il Biloma viene sottoposto a drenaggio (successivamente rimosso).

Passano i mesi e la situazione precipita. Non sono più in grado di alimentarmi e i dolori sono diventati talmente forti che sono costretta ad assumere Morfina.

Il 27 aprile 2016 vengo nuovamente ricoverata presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico dove vengono osservate la presenza di grandi lesioni epatiche su un fegato sovvertito e uno stato anoressico. Il 2 maggio vengo sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico che mi ha letteralmente salvato la vita. Diagnosi: Ascesso epatico di 20 cm di diametro con contenuto biliare puruloide commisto a parenchima epatico disfatto e necrotico; Peritonite biliare da fistola biliare; Cachessia Fisica (Peso 30 Kg).

Seguirà una lunga degenza per Ascessi epatici (sottoposti a drenaggio), Fistola biliare, Versamento pleurico, Ascite, Anemia sideropenica, varie infezioni batteriche per le quali viene praticata terapia antibiotica per via endovenosa.

Dal giorno dell’intervento porto un drenaggio chirurgico fisso ed ho effettuato numerosi ricoveri per drenare gli Ascessi epatici presenti in vari segmenti del fegato e continuare la terapia antibiotica. Oltre ai controlli presso la Radiologia Vascolare eseguo il lavaggio dei drenaggi autonomamente per due volte al giorno. Ho ripreso peso per stabilizzarmi a 49 Kg.

In data 8 giugno 2017 vengo sottoposta ad esame arteriografico che conferma l’occlusione all’origine dell’arteria mesenterica superiore e del tronco celiaco come sospettato in una precedente angio TC.

Viene ripristinato il flusso mesenterico attraverso voluminosa arcata di Riolan, ma non si è avuta una completa risoluzione degli Ascessi epatici probabilmente anche a causa dell’anomalia vascolare. Ciò mi sottopone ad alto rischio di infezioni e di colangiti e pertanto necessito di ripetuti controlli.

A seguito di questa indagine mi viene consigliata, dal medico responsabile della Radiologia Vascolare, l’Ozonoterapia allo scopo di sfiammare le vie biliari, riattivare la vascolarizzazione della parte di fegato compromessa dall’occlusione dell’arteria mesenterica, debellare l’attacco batterico.

Fiduciosa del consiglio datomi mi metto subito alla ricerca ed individuo nel Dott. Sergio Pandolfi un valido specialista che una volta consultatosi con l’Università di Pavia intraprende il seguente piano terapeutico: GAE, insufflazione rettale e dei drenaggi epatici.

Inizio il trattamento l’11 settembre 2017 e dopo un primo ciclo è stato notato, ad un controllo in Radiologia Vascolare, un miglioramento sullo stato infiammatorio delle vie biliari e della vascolarizzazione della zona epatica compromessa, significativa diminuzione della bile che attraverso il drenaggio chirurgico defluisce in una sacca esterna.

Ulteriori miglioramenti sono stati un maggiore benessere generale che ha favorito l’organismo al trattamento con la terapia antibiotica effettuata in regime di ricovero, dal 23 settembre al 21 ottobre, per drenare un ulteriore ascesso epatico nel II segmento.

Durante la degenza è stata effettuata una TC di controllo: Epatomegalia per ipertrofia segmentaria multipla; drenaggio chirurgico nell’VIII segmento in attuale assenza di raccolte fluide e risoluzione della contigua raccolta; ascesso nella porzione subcapsulare anteriore nel II segmento con residua componente fluido necrotica; buona ma non completa risoluzione della raccolta nella porzione subcapsulare posteriore nel II segmento; stabili la pericentimetrica raccolta fluida nel VI/VII segmento; pervio il sistema venoso portale; pervia la vc intraepatica; lieve ectasia dei rami principali delle vie biliari intraepatiche; VBP con calibro nella norma.

Una volta dimessa dall’Ospedale, e visti i primi risultati con l’Ozonoterapia, ho ripreso subito il trattamento in data 23 ottobre.

Ad un ulteriore controllo in Radiologia Vascolare, in data 3 novembre, il II segmento presenta piccola raccolta apparentemente drenata e non ulteriori immagini focali; il drenaggio chirurgico nell’VIII segmento drena 10 ml di bile al giorno, a favore di un ripristino del deflusso nel duodeno.

Successivamente, in data 8 novembre, il Dott. Pandolfi mi fa fare una Colangio RM + Addome Superiore: Fegato di dimensioni aumentate con ipertrofia dei segmenti di sinistra e del lobo caudato; raccolta fluida dell’VIII e II segmento in via di risoluzione; Coledoco e vie biliari normali per calibro e decorso; Asse spleno-portale pervio di calibro regolare; Normalmente rappresentato il dotto di Wirsung.

Proseguo la terapia e al successivo controllo in Radiologia Vascolare, in data 11 novembre, viene rimosso il drenaggio nel II segmento e il drenaggio nella sede chirurgica presenta deflusso anterogrado della bile.

Dall’inizio del trattamento con l’Ozonoterapia il deflusso nella sacca è passato da una media di 25/30 ml a 0 ml al giorno.

In data 18 gennaio 2018, confermato che il deflusso nella sacca è di 0 ml al giorno, viene rimosso il drenaggio nella sede chirurgica dell’VIII segmento.

 

In data 25 gennaio l’Ospedale mi sottopone a una RM COLANGIO di controllo: Epatomegalia con profilo grossolanamente lobato per irregolare ipertrofia segmentaria multipla; nel II segmento stabile la focalità ipointensa ma ridotta la componente fluido/necrotica intraparenchimale; nella porzione subcapsulare anteriore del II segmento residua minima componente fluida in quadro migliorativo; ridotta l’alterazione dell’IS in DWI nel VI/VII segmento, in quadro migliorativo in assenza di apprezzabili raccolte fluide nel contesto; ridotta la raccolta fluida nell’VIII segmento attualmente di mm 13×8; stabili le rilevanti alterazioni di flusso con atteggiamento a mosaico; pervio il sistema venoso portale e la vc intra epatica; non si osserva opacizzazione delle raccolte sovradescritte; la VBP presenta calibro nella norma; stabile l’ectasia con ispessimento parietale diffuso dei rami biliari intra epatici di sinistra con tenue potenziamento parietale.

 

In data 5 maggio eseguo visita di controllo presso l’Ospedale dove mi viene confermato ulteriore miglioramento (RM ADDOME SUPERIORE del 20/04/2018) delle raccolte intraepatiche: nel II segmento ridotta la componente fluida/necrotica e, nella porzione subcapsulare anteriore, riduzione da 13 a 10 mm; migliorato il quadro del VI/VII  e VIII segmento. Stabile l’ectasia da ispessimento parietale a sinistra.

 

In data 1 giugno eseguo esami del sangue da presentare per l’idoneità lavorativa e si conferma un importante miglioramento rispetto a gennaio:

Fosfatasi Alcalina 304 vs 469 U/L; GGT 25 vs 46 U/I; Proteina C Reattiva 0,30 vs 1,48 mg/dl; altri valori nella norma.

Avendo rimosso da qualche mese tutti i drenaggi e non presentando rischio infettivo, l’11 giugno rientro a lavoro con idoneità al 100 % seppur ‘con limitazioni’.

Poco dopo, ottengo il riconoscimento di Invalidità Civile al 50% Permanente che non mi fa sentire di certo a mio agio ma, sperando di non dover mai chiedere un aggravamento, proseguo molto fiduciosa e con costanza l’Ozonoterapia.

Al controllo in ospedale del 27 luglio eseguo esami ematici e RM Colangio:

Fosfatasi Alcalina 305 vs 304 U/L; GGT 23 vs 25 U/I; Proteina C Reattiva 0,30 vs 0,30 mg/dl; altri valori nella norma.

RM Colangio: persistenti disomogeneità della struttura epatica, in quadro sostanzialmente stabile. Non tutte le regioni epatiche mostrano la stessa efficienza nella secrezione biliare del mdc, ridotta nel II e VIII segmento. Ove presente l’eliminazione epatocitaria del mdc ed il suo transito intestinale, avvengono in tempi fisiologici. Le vie biliari risultano ben opacizzate, in assenza di significative alterazioni endoluminali. Non si rileva la presenza di spandimenti del mdc.

 

Il 2 ottobre eseguo esami ematici di controllo nonostante una Tonsillite con placche e assunzione di antibiotico:

Fosfatasi Alcalina 294 vs 305 U/L; GGT 21 vs 23 U/I; Proteina C Reattiva 1.98 vs 0,30 mg/dl; altri valori nella norma.

Ai controlli di routine nel mese di novembre presso l’Ospedale si evidenziano ulteriori e significativi miglioramenti:

TAC Addome Sup.: persistenti disomogeneità della struttura epatica, in quadro sostanzialmente stabile rispetto ai controlli precedenti. Invariata l’ectasia delle vie biliari dell’VIII, IV e II segmento. Non raccolte patologiche intraepatiche.

Terapia farmacologica: Deursil 450 mg ai pasti principali e DiBase 20 gtt a settimana.

 

A gennaio 2019 ripeto gli esami ematologici che confermano, finalmente, un quadro clinico nella norma che fa sperare bene:

Fosfatasi Alcalina 201 vs 261 U/L; GGT 14 vs 17 U/I; Proteina C Reattiva 0,20 vs 0,23 mg/dl; altri valori nella norma.

 

Il tempo passa e, nonostante dei fastidi dovuti alle ‘aderenze’ conseguenti alla disomogeneità della struttura epatica, e agli ampi e numerosi esiti cicatriziali interni ed esterni, mi sento sempre meglio e carica di energie.

Rieseguo la visita per l’idoneità lavorativa confermata al 100% ‘senza limitazioni’ visti gli importanti risultati clinici. La mia vita riprende un ritmo più ‘normale’, lasciando spazio anche a momenti di serenità e fiducia in un presente-futuro migliore.  

Ringrazio tantissimo il Dott. Pandolfi per aver accettato di trattare il mio non poco delicato caso. La sua notevole competenza e capacità di empatia con il paziente mi hanno messa a mio agio e ridato la speranza di una possibile guarigione.