Tutto è iniziato a metà settembre quando, dopo i miei classici allenamenti di funzionale, tornavo a casa con un fastidioso mal di schiena  che cercavo di combattere con cerotti e pomate varie. Un giorno durante l’allenamento avverto un tocco strano nella fascia lombare al quale non do molta importanza e continuo con l’allenamento. La sera a casa il solito mal di schiena era più forte e la mattina seguente inizio ad avvertire un dolore pungente sulla gamba destra. Decido di sospendere gli allenamenti sperando che fosse una fase infiammatoria passeggera. Dopo un po’ di giorni, a metà ottobre per la precisione, decido di andare a visita da un fisiatra che mi diagnostica una probabile ernia del disco e mi prescrive  tre sedute di iniezioni di mesoterapia. Il dolore non passa allora decido di rivolgermi ad una osteopata conosciuta per serietà e professionalità, ma le tre sedute fatte con lei producono dei miglioramenti purtroppo solo momentanei.
Un giorno di inizio novembre il dolore lancinante mi costringe ad uscire dal lavoro a mezzogiorno, e ormai il dolore si era talmente cronicizzato da impedirmi di riuscire a stare seduto davanti al PC e a guidare la macchina. Quel giorno, guidando in maniera rocambolesca, riesco a tornare a casa e subito nel pomeriggio vengo ricevuto dall’ortopedico che segue abitualmente la mia famiglia. Dopo una visita accurata mi  conferma la probabile ernia discale e per sincerarsene mi prescrive una risonanza magnetica. Già dalla prima visita mi fa seguire dai suoi terapisti che mi insegnano degli esercizi di decompressione da eseguire a  casa più volte al giorno e mi praticano dei massaggi specifici lungo la colonna e sulla gamba in corrispondenza del percorso dello sciatico.
Nel frattempo arriva il referto della risonanza che conferma la presenza di un’importante ernia discale L4-L5 espulsa e migrata caudalmente. Ernia che mostra il conflitto disco radicolare che provoca l’infiammazione dello sciatico con i conseguenti dolori lancinanti. Nonostante il referto l’ortopedico mi tranquillizza, mi dice che il fisico reagisce da solo disidratando l’ernia ed eliminando pertanto il conflitto sul nervo che provoca dolore e inabilità nei movimenti più elementari. L’unica cura che mi prescrive è il riposo totale in posizione antalgica e la kinesi-terapia con cadenza bisettimanale da ripetere presso il suo studio. Dopo ormai quasi due mesi di dolori, immobilità totale e assenza dal lavoro, malgrado la fase acuta fosse passata, ancora i dolori erano forti, non riuscivo assolutamente a stare seduto ne per mangiare ne per null’altro e la deambulazione era comunque compromessa da una evidente zoppia provocata dai dolori alla gamba e dalla contrattura costante del gluteo.
In questo periodo di stasi totale, navigando su internet, scopro che per le ernie discali era ormai consolidata e riconosciuta a livello ministeriale la pratica dell’ossigeno ozono terapia.
La mia grande preoccupazione inoltre era nell’ormai intramontabile dolore alla gamba che temevo, dopo tanto tempo, mi conducesse verso un deficit neurologico irreversibile.  Allora, sempre con l’ausilio della rete, inizio a cercare un connubio tra un neurochirurgo, per una valutazione neurologica e qualcosa che mi avvicinasse al mondo dei trattamenti a base di ossigeno ozono. Per questo mi imbatto prima nel nome e poi nel sito del dott. Sergio Pandolfi sul quale ho modo di leggere esperienze lasciate da altri pazienti che, come me, hanno avuto a che fare con questo tipo di problematiche.
Dopo qualche giorno di tentennamenti e indecisione, ormai psicologicamente a terra e demotivato, decido di chiamare il dottore. Premetto che era il venerdì prima delle festività natalizie e lui anziché rimandarmi ad una visita da calendarizzarsi dopo le festività, malgrado gli impegni, decide di visitarmi lo stesso pomeriggio. Premetto che lo studio del dottore è molto distante da dove abito e per questo mi accompagna mio padre ed io, non potendo stare seduto, ho viaggiato sul sedile lato passeggero completamente reclinato con un cuscino che mi costringesse a conservare, da sdraiato, la lordosi lombare. In questa condizione fisica mi presento dal dottor Pandolfi il quale dopo una visita completamente dedicata ad identificare eventuali deficit neurologici mi tranquillizza e passa allo studio della risonanza non curandosi minimamente del referto scritto della medesima. Dopo quest’ultima valutazione mi informa che l’ernia e abbastanza importante ma che comunque è una condizione che puó essere affrontata e risolta con l’ossigeno ozonoterapia e nella stessa visita mi pratica le prime due infiltrazioni paravertebrali.
Dopo circa mezz’ora, in attesa che passasse l’effetto della compressione provocata dall’immissione della miscela, mi alzo dal lettino e sotto lo sguardo attento del dottore ho modo di verificare già un immediato sollievo dai fastidi pungenti sulla gamba. Dopo altre tre sedute sono riuscito a tornare a lavoro e dieci giorni fa esattamente il 24 /02/ 2019, a due mesi esatti dall’inizio della terapia, sono riuscito a godermi una settimana di sci con la famiglia.