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	<title>ozono terapia Archivi - Ozono Terapia Roma</title>
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	<description>Dott. Pandolfi Neurochirurgo Ozonoterapeuta</description>
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	<title>ozono terapia Archivi - Ozono Terapia Roma</title>
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		<title>Cardiopatia Ischemica e infarto al miocardio trattati con ozonoterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 16:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cardiopatia ischemica]]></category>
		<category><![CDATA[infarto al mio cardio]]></category>
		<category><![CDATA[ozono terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su PudMed, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche. Cardio patia Ischemica La cardiopatia ischemica include [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/cardiopatia-ischemica-infarto-miocardio-ozonoterapia/">Cardiopatia Ischemica e infarto al miocardio trattati con ozonoterapia</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/" target="_blank" rel="noopener">PudMed</a>, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.</p></blockquote>
<h2><strong style="font-size: 23.04px;">Cardio patia Ischemica</strong></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-548 alignleft" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2017/06/ft-img4.png" alt="" width="320" height="182" />La <strong>cardiopatia ischemica</strong> include uno spettro di patologie originate da cause diverse e caratterizzate da uno squilibrio fra la richiesta metabolica e l’apporto di ossigeno al miocardio.</p>
<p>Le manifestazioni cliniche della <strong>cardiopatia ischemica</strong> sono essenzialmente: l’angina pectoris, reversibile e che non determina danni anatomici permanenti, e l’infarto miocardico che comporta invece un danno cellulare irreversibile o necrosi miocardica.</p>
<p>L’<strong>infarto miocardico</strong> consiste nella morte delle cellule (<em>necrosi</em>) di una parte del muscolo cardiaco, causata da un’assenza prolungata di flusso di sangue , dovuta, a sua volta, all’improvvisa occlusione dell’arteria coronaria che normalmente alimenta la regione del cuore.</p>
<p>Di conseguenza le<strong> cellule</strong> <strong>cardiache</strong> per insufficiente apporto di ossigeno vanno incontro a necrosi e danno origine all’<strong>infarto al miocardio</strong>.</p>
<h3>CAUSE</h3>
<p>Numerosi studi hanno dimostrato che i principali fattori di rischio dell’<strong>infarto miocardico</strong> sono il <strong>fumo</strong>, <strong>l’ipertensione</strong>, il <strong>diabete</strong>, lo <strong>stress</strong>, l’<strong>obesità</strong> addominale, l’inattività fisica, l’ipercolesterolemia, una alimentazione non sana.</p>
<p><em>È comunque fondamentale tenere presente che per l’infarto miocardico, come per molte malattie, la migliore terapia è la prevenzione</em>.</p>
<p>L’<strong>ossigeno ozonoterapia</strong> protegge le cellule muscolari cardiache dal danno ischemico, la sua azione protettiva nei confronti della cardiopatia ischemica è essenziale nella prevenzione dell’<strong>infarto al miocardio</strong>, degli attacchi di angina pectoris, nella riabilitazione dei pazienti colpiti da infarto al miocardio.</p>
<p>Riduce il rischio di recidiva di infarto al miocardio e della, nel rallentare l’evoluzione della cardiopatia ipertrofica e della miocardiosclerosi verso lo scompenso cardiaco.</p>
<p>Gli effetti dell’<strong>ossigeno ozonoterapia</strong> sono:</p>
<ol>
<li>) Miglioramento del microcircolo del miocardio, con aumento della cessione di ossigeno alle fibrocellule miocardiche dovuto a maggiore rilascio di ossigeno da parte dei globuli rossi, vasodilatazione periferica per rilascio ossido nitrico, riduzione della viscosità ematica, miglioramento della reologia del sangue.</li>
<li>) Aumento sistemico della produzione di energia nelle cellule cardiache per attivazione della fosforilazione ossidativa mitocondriale con aumento della produzione di ATP.</li>
<li>) Miglioramento della via metabolica glicolitica negli eritrociti. L’aumento della concentrazione ossigeno e di ATP nelle zone di ipossia.</li>
<li>) L’attivazione del metabolismo negli eritrociti determina aumento dei livelli di 2,3-difosfoglicerofosfato (2,3-DPG) con aumento della disponibilità di ossigeno a livello delle fibrocellule miocardiche dovuto ad uno spostamento verso destra della curva di dissociazione HbO2.</li>
<li>) Vasodilatazione dovuta a un aumento del rilascio di ossido nitrico e prostaciclina.</li>
<li>) Rilascio di fattori di crescita da piastrine.</li>
<li>) Di grande importanza è l’aumento della produzione sistemico di enzimi antiossidanti che rallentano i processi degenerativi ed infiammatori cellulari.</li>
</ol>
<h2><strong>Vie di somministrazione dell’ozono terapia nella prevenzione e riabilitazione dell’ infarto al miocardio</strong></h2>
<p>L’ozono può essere somministrato in diversi modi, tutti <strong>certificati da protocolli medico scientifici autorizzati dalla Sioot( Società scientifica Ossigeno Ozono Terapia) e approvati dal Ministero della Salute</strong>. Le principali scelte mediche per la  somministrazione di ozono nella terapia nella prevenzione e riabilitazione dell’infarto al miocardio sono la <strong>GAE </strong>e la <strong>Piccola autoemoinfusione.</strong></p>
<ul>
<li><strong>Grande autoemoinfusione</strong>: si prelevano 100 o 200 cc di sangue da una vena del braccio del paziente. Il sangue finisce in una sacca certificata. Senza staccare dal paziente l’ago del prelievo, un apposito dispositivo inserisce una miscela gassosa di ossigeno e ozono nella sacca e la mescola con il sangue prelevato. Il laccio emostatico viene quindi tolto dal braccio del paziente, la sacca viene sollevata e il sangue riaffluisce nell’organismo del paziente, portando con sé l’ozono e tutti i suoi effetti benefici.</li>
<li><strong>Piccola autoemoinfusione</strong>: il principio è lo stesso della grande autoemoinfusione, con la differenza che nella piccola autoemoinfusione sono prelevati pochi cc. di sangue dal paziente, arricchiti con la miscela gassosa di ossigeno e ozono e reiniettati con una siringa per via intramuscolare anziché per via endovenosa.</li>
</ul>
<h2><strong>Tossicità ed effetti collaterali dell’ossigeno – ozono terapia</strong></h2>
<p><strong>Non esistono importanti effetti collaterali</strong>; se questa terapia è ben fatta da medici specialisti che si attengano al i protocolli Terapeutici e alle Linee Guida formulate dalla SIOOT, se viene operata in un ambulatorio/studio medico adeguatamente attrezzato; inoltre non causa alcun tipo di reazione allergica.</p>
<p>Nel corso dell’ultimo anno, nonostante l’importante incremento dell’uso di questa terapia, esso non registra alcun effetto collaterale o indesiderati a conferma la sua assenza di rischi. Essa non dà dipendenza.</p>
<h3><strong>Gli strumenti dell’ossigeno – ozono terapia</strong></h3>
<p>Gli strumenti (MULTIOSSIGEN MED 98 HCPS, MED 95 CPS, MED 99 IR) per produrre l’ozono sono cotrollati per avere l’efficienza standard decisa dalla Società Scientifica di Ossigeno – Ozonoterapia. I protocolli SIOOT sono fatti da una grande esperienza clinica e una bibliografia nazionale e internationale.</p>
<p>La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/" target="_blank" rel="noopener">PudMed</a>, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.</p>
<h2>Riabilitazione post infarto al miocardio con ozonoterapia</h2>
<p><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/cardiopatia-ischemica/riabilitazione-post-infarto-al-miocardio/">La possibilità di recupero del tessuto miocardico colpito da infarto dipende essenzialmente dalla terapia utilizzata nelle primissime ore del dolore e nella fase di riperfusione coronarica, perchè, in tali momenti, si hanno i più alti indici di mortalità. Leggi l&#8217;articolo su come è possibile utilizzare l&#8217;ozono terapia.</a><br />
<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/cardiopatia-ischemica/riabilitazione-post-infarto-al-miocardio/">Clicca qui.</a></p>
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		<title>Arteriopatia cronica ostruttiva degli arti inferiori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2018 11:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arteriopatia]]></category>
		<category><![CDATA[arteriopatia]]></category>
		<category><![CDATA[ozono terapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ Arteriopatia Obliterante Cronica Periferica(AOCP) è una patologia che colpisce le arterie degli arti inferiori ed è caratterizzata da un’insufficienza arteriosa periferica dovuta ad una riduzione della portata ematica a livello dell’arto inferiore. Nella maggioranza dei casi, la causa è la formazione dell’ateroma o placca aterosclerotica all’interno dei vasi arteriosi interessati. Questa lesione è caratterizzata [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ Arteriopatia Obliterante Cronica Periferica(AOCP) è una patologia che colpisce le arterie degli arti inferiori ed è caratterizzata da un’insufficienza arteriosa periferica dovuta ad una riduzione della portata ematica a livello dell’arto inferiore.</p>
<p>Nella maggioranza dei casi, la causa è la formazione dell’ateroma o placca aterosclerotica all’interno dei vasi arteriosi interessati.</p>
<p>Questa lesione è caratterizzata da un ispessimento dell’intima (lo strato più interno delle arterie a diretto contatto con il sangue) dovuto soprattutto all’accumulo di materiale lipidico e proteine che innescano un processo infiammatorio, con formazione di tessuto fibroso.</p>
<p>Sulla superficie dell’ateroma può depositarsi fibrina, facilitando così la formazione di trombi.</p>
<p>I fattori di rischio più importanti sono: il fumo, l’ipercolesterolemia, elevati livelli di lipoproteine a bassa densità (LDL), ridotti livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL), il diabete mellito, l’ipertensione, l’obesità, elevati livelli di omocisteina, una storia familiare di aterosclerosi precoce.</p>
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		<title>Prevenzione del diabete ozonoterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 10:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diabete]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[ozono terapia]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prevenzione del diabete ozonoterapia L’ozonoterapia è in grado di correggere lo stress ossidativo nel diabete. Per dimostrare ciò sono stati condotti numerosi studi controllati a livello internazionale, sia sull’uomo che sugli animali, che dimostrano l’azione dell’ossigeno-ozono terapia sul metabolismo cellulare, migliorando  la prognosi del diabete. L’ozono infatti è responsabile della riattivazione di processi biologici che collaborano [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Prevenzione del diabete ozonoterapia</h3>
<p align="justify">L’<strong><a href="http://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/">ozonoterapia</a></strong> è in grado di correggere lo stress ossidativo nel diabete. Per dimostrare ciò sono stati condotti numerosi studi controllati a livello internazionale, sia sull’uomo che sugli animali, che dimostrano l’azione dell’<strong>ossigeno-ozono terapia</strong> sul metabolismo cellulare, migliorando  la prognosi del diabete.</p>
<p align="justify">L’<strong>ozono</strong> infatti è responsabile della riattivazione di processi biologici che collaborano non solo al <strong>miglioramento dello stress ossidativo cronico</strong>, ma anche a <strong>incrementare la secrezione di insulina</strong> e a <strong>diminuire la resistenza all’ insulina</strong>, in  quanto agisce sul metabolismo cellulare. È stato dimostrato anche che l’ossigeno-ozono terapia può essere somministrato per via topica nel trattamento del piede diabetico,  per la sua <strong>azione disinfettante</strong>, stimolando la guarigione dell’arto e prevenendo ulteriori complicanze.</p>
<p align="justify">I nostri pazienti diabetici (diabete di tipo 2) dopo essere stati sottoposti ad <strong>ossigeno-ozono terapia</strong> per via sistemica, hanno raggiunto come risultato importante un migliore controllo della glicemia riducendo o eliminando farmaci come la metformina&#8230;<br />
<a href="http://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/cos-e-il-diabete/" target="_self" class="button primary is-primary is-medium"  >
    <span>Vai alla pagina sul diabete</span>
  </a>

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