Cardiopatia Ischemica e infarto al miocardio trattati con ozonoterapia

La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su PudMed, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.

Cardio patia Ischemica

La cardiopatia ischemica include uno spettro di patologie originate da cause diverse e caratterizzate da uno squilibrio fra la richiesta metabolica e l’apporto di ossigeno al miocardio.

Le manifestazioni cliniche della cardiopatia ischemica sono essenzialmente: l’angina pectoris, reversibile e che non determina danni anatomici permanenti, e l’infarto miocardico che comporta invece un danno cellulare irreversibile o necrosi miocardica.

L’infarto miocardico consiste nella morte delle cellule (necrosi) di una parte del muscolo cardiaco, causata da un’assenza prolungata di flusso di sangue , dovuta, a sua volta, all’improvvisa occlusione dell’arteria coronaria che normalmente alimenta la regione del cuore.

Di conseguenza le cellule cardiache per insufficiente apporto di ossigeno vanno incontro a necrosi e danno origine all’infarto al miocardio.

CAUSE

Numerosi studi hanno dimostrato che i principali fattori di rischio dell’infarto miocardico sono il fumol’ipertensione, il diabete, lo stress, l’obesità addominale, l’inattività fisica, l’ipercolesterolemia, una alimentazione non sana.

È comunque fondamentale tenere presente che per l’infarto miocardico, come per molte malattie, la migliore terapia è la prevenzione.

L’ossigeno ozonoterapia protegge le cellule muscolari cardiache dal danno ischemico, la sua azione protettiva nei confronti della cardiopatia ischemica è essenziale nella prevenzione dell’infarto al miocardio, degli attacchi di angina pectoris, nella riabilitazione dei pazienti colpiti da infarto al miocardio.

Riduce il rischio di recidiva di infarto al miocardio e della, nel rallentare l’evoluzione della cardiopatia ipertrofica e della miocardiosclerosi verso lo scompenso cardiaco.

Gli effetti dell’ossigeno ozonoterapia sono:

  1. ) Miglioramento del microcircolo del miocardio, con aumento della cessione di ossigeno alle fibrocellule miocardiche dovuto a maggiore rilascio di ossigeno da parte dei globuli rossi, vasodilatazione periferica per rilascio ossido nitrico, riduzione della viscosità ematica, miglioramento della reologia del sangue.
  2. ) Aumento sistemico della produzione di energia nelle cellule cardiache per attivazione della fosforilazione ossidativa mitocondriale con aumento della produzione di ATP.
  3. ) Miglioramento della via metabolica glicolitica negli eritrociti. L’aumento della concentrazione ossigeno e di ATP nelle zone di ipossia.
  4. ) L’attivazione del metabolismo negli eritrociti determina aumento dei livelli di 2,3-difosfoglicerofosfato (2,3-DPG) con aumento della disponibilità di ossigeno a livello delle fibrocellule miocardiche dovuto ad uno spostamento verso destra della curva di dissociazione HbO2.
  5. ) Vasodilatazione dovuta a un aumento del rilascio di ossido nitrico e prostaciclina.
  6. ) Rilascio di fattori di crescita da piastrine.
  7. ) Di grande importanza è l’aumento della produzione sistemico di enzimi antiossidanti che rallentano i processi degenerativi ed infiammatori cellulari.

Vie di somministrazione dell’ozono terapia nella prevenzione e riabilitazione dell’ infarto al miocardio

L’ozono può essere somministrato in diversi modi, tutti certificati da protocolli medico scientifici autorizzati dalla Sioot( Società scientifica Ossigeno Ozono Terapia) e approvati dal Ministero della Salute. Le principali scelte mediche per la  somministrazione di ozono nella terapia nella prevenzione e riabilitazione dell’infarto al miocardio sono la GAE e la Piccola autoemoinfusione.

  • Grande autoemoinfusione: si prelevano 100 o 200 cc di sangue da una vena del braccio del paziente. Il sangue finisce in una sacca certificata. Senza staccare dal paziente l’ago del prelievo, un apposito dispositivo inserisce una miscela gassosa di ossigeno e ozono nella sacca e la mescola con il sangue prelevato. Il laccio emostatico viene quindi tolto dal braccio del paziente, la sacca viene sollevata e il sangue riaffluisce nell’organismo del paziente, portando con sé l’ozono e tutti i suoi effetti benefici.
  • Piccola autoemoinfusione: il principio è lo stesso della grande autoemoinfusione, con la differenza che nella piccola autoemoinfusione sono prelevati pochi cc. di sangue dal paziente, arricchiti con la miscela gassosa di ossigeno e ozono e reiniettati con una siringa per via intramuscolare anziché per via endovenosa.

Tossicità ed effetti collaterali dell’ossigeno – ozono terapia

Non esistono importanti effetti collaterali; se questa terapia è ben fatta da medici specialisti che si attengano al i protocolli Terapeutici e alle Linee Guida formulate dalla SIOOT, se viene operata in un ambulatorio/studio medico adeguatamente attrezzato; inoltre non causa alcun tipo di reazione allergica.

Nel corso dell’ultimo anno, nonostante l’importante incremento dell’uso di questa terapia, esso non registra alcun effetto collaterale o indesiderati a conferma la sua assenza di rischi. Essa non dà dipendenza.

Gli strumenti dell’ossigeno – ozono terapia

Gli strumenti (MULTIOSSIGEN MED 98 HCPS, MED 95 CPS, MED 99 IR) per produrre l’ozono sono cotrollati per avere l’efficienza standard decisa dalla Società Scientifica di Ossigeno – Ozonoterapia. I protocolli SIOOT sono fatti da una grande esperienza clinica e una bibliografia nazionale e internationale.

La validità dei metodi di somministrazione dell’ozono e dell’ossigeno-ozono terapia come strumento di cura di numerose patologie è confermata da una bibliografia di oltre 1800 lavori pubblicati dal 1995 a oggi su PudMed, una sorta di enciclopedia online che riporta tutti i lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mediche.

Riabilitazione post infarto al miocardio con ozonoterapia

La possibilità di recupero del tessuto miocardico colpito da infarto dipende essenzialmente dalla terapia utilizzata nelle primissime ore del dolore e nella fase di riperfusione coronarica, perchè, in tali momenti, si hanno i più alti indici di mortalità. Leggi l’articolo su come è possibile utilizzare l’ozono terapia.
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