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	<title>Ozono Terapia Roma</title>
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	<description>Dott. Pandolfi Neurochirurgo Ozonoterapeuta</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 14:30:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ozono Terapia Roma</title>
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		<title>La Spermidina nel Cervello che Invecchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:21:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antinvecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia Infusiva]]></category>
		<category><![CDATA[aging brain]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer’s disease]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Original Review: Spermidine in the aging brain: mechanisms, preclinical evidence, and clinical perspectives (Riassunto). Autori: Sergio Pandolfi(1) · Geir Björklund(2) · Charlye Ghezzi(2) · Francesco Maria Paone(3) · Salvatore Chirumbolo(4) Abstract La spermidina, una poliammina presente in natura, è emersa come un candidato modulatore dell&#8217;invecchiamento cerebrale poiché regola l&#8217;autofagia, la funzione mitocondriale, l&#8217;equilibrio ossidativo e [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/la-spermidina-nel-cervello-che-invecchia/">La Spermidina nel Cervello che Invecchia</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2>Original Review: Spermidine in the aging brain: mechanisms, preclinical evidence, and<br />
clinical perspectives (Riassunto).</h2>
<p>Autori: Sergio Pandolfi(1) · Geir Björklund(2) · Charlye Ghezzi(2) · Francesco Maria Paone(3) · Salvatore Chirumbolo(4)</p></blockquote>
<h2>Abstract</h2>
<p>La spermidina, una poliammina presente in natura, è emersa come un candidato modulatore dell&#8217;invecchiamento cerebrale poiché regola l&#8217;autofagia, la funzione mitocondriale, l&#8217;equilibrio ossidativo e la segnalazione neuroinfiammatoria. Questa review riassume le attuali conoscenze sulla biologia della spermidina, inclusi la sua sintesi, il catabolismo, il trasporto e la gestione cellulare specifica nei neuroni e nella glia, con particolare enfasi sul traffico dipendente da ATP13A2/ATP13A4 e sull&#8217;autofagia legata a EP300. Gli studi preclinici mostrano costantemente che la spermidina migliora la proteostasi, riduce la beta-amiloide solubile, migliora l&#8217;attività fagocitica microgliale, preserva l&#8217;efficienza mitocondriale e attenua le risposte infiammatorie in modelli di invecchiamento e neurodegenerazione. Le evidenze sull&#8217;uomo sono incoraggianti ma ancora limitate: gli studi osservazionali associano un maggiore apporto dietetico di spermidina a migliori risultati cognitivi, mentre i trial interventistici suggeriscono possibili benefici nel declino cognitivo soggettivo e nella demenza lieve, con effetti variabili dipendenti dalla dose. Nel complesso, la spermidina è un nutraceutico biologicamente plausibile per un invecchiamento cerebrale sano.</p>
<h2>Introduzione</h2>
<p>La spermidina è una poliammina ubiquitaria essenziale per la crescita, la regolazione genica e l&#8217;omeostasi cellulare in tutti gli organismi viventi. Presente in alimenti come germe di grano, soia e formaggi stagionati, ha suscitato grande interesse per il suo ruolo nella neuroprotezione e nel mantenimento dell&#8217;equilibrio metabolico durante il corso della vita.</p>
<p>A livello biochimico, la concentrazione di spermidina nel cervello adulto è mantenuta attraverso percorsi biosintetici conservati che coinvolgono la decarbossilazione della L-ornitina. La sua importanza è cruciale nel tessuto neuronale, dove il declino legato all&#8217;età è spesso associato a processi di autofagia compromessi e a un aumento della neuroinfiammazione. Il lavoro si propone di esaminare i meccanismi molecolari e il potenziale terapeutico della spermidina come strategia nutraceutica per un invecchiamento cerebrale sano.</p>
<h2>Biologia della Spermidina: Sintesi, Catabolismo e Trasporto<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3324" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines-1384x800.jpg" alt="" width="1020" height="590" srcset="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines-1384x800.jpg 1384w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines-692x400.jpg 692w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines-768x444.jpg 768w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines-1536x888.jpg 1536w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/04/role-of-polyamines.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" /></a></h2>
<h3>Sintesi e Metabolismo delle Poliammine</h3>
<p>Il documento descrive il percorso biochimico in cui la spermidina viene sintetizzata a partire dalla putrescina attraverso l&#8217;enzima spermidina sintasi (SPDS). Viene evidenziato come i livelli di queste poliammine tendano a diminuire fisiologicamente con l&#8217;avanzare dell&#8217;età.</p>
<h3>Traffico Cellulare e Trasportatori ATP13A2/ATP13A4</h3>
<p>Un punto cruciale riguarda il trasporto della spermidina all&#8217;interno delle cellule. Difetti nei trasportatori come l&#8217;ATP13A2 sono associati a patologie neurodegenerative (come il Parkinson precoce), suggerendo che la capacità della cellula di gestire correttamente la spermidina sia fondamentale per la sopravvivenza neuronale.</p>
<h2>Meccanismi d&#8217;Azione nel Sistema Nervoso Centrale</h2>
<h3>Autofagia e Inibizione di EP300</h3>
<p>Il meccanismo d&#8217;azione principale è l&#8217;induzione dell&#8217;autofagia tramite l&#8217;inibizione dell&#8217;acetiltransferasi EP300. Questo processo di &#8220;pulizia cellulare&#8221; permette ai neuroni di eliminare aggregati proteici tossici, prevenendo il danno cellulare tipico di Alzheimer e Parkinson.</p>
<h3>Mitofagia e Fitness Mitocondriale</h3>
<p>La spermidina promuove la mitofagia, ovvero la rimozione dei mitocondri danneggiati. Questo migliora l&#8217;efficienza energetica dei neuroni e riduce la produzione di specie reattive dell&#8217;ossigeno (ROS), contrastando lo stress ossidativo cronico.</p>
<h3>Modulazione della Neuroinfiammazione</h3>
<p>Agendo su microglia e astrociti, la spermidina riduce la segnalazione neuroinfiammatoria, creando un ambiente meno ostile e favorendo la riparazione dei tessuti cerebrali.</p>
<h2>Evidenze Precliniche e Modelli Animali</h2>
<h3>Proteostasi e Riduzione della Beta-Amiloide</h3>
<p>Studi su modelli animali hanno dimostrato che la spermidina è in grado di ridurre i livelli di beta-amiloide solubile, una delle principali proteine responsabili della tossicità nell&#8217;Alzheimer, migliorando la stabilità delle proteine (proteostasi).</p>
<h3>Preservazione delle Funzioni Cognitive</h3>
<p>Ricerche condotte su diversi organismi mostrano che l&#8217;integrazione di spermidina previene il declino della memoria legato all&#8217;età e migliora la plasticità sinaptica, fondamentale per l&#8217;apprendimento.</p>
<h2>Prospettive Cliniche e Studi sull&#8217;Uomo</h2>
<h3>Assunzione Dietetica e Salute Cognitiva</h3>
<p>Gli studi osservazionali indicano che una dieta ricca di spermidina (presente in alimenti come germe di grano, funghi e legumi) è correlata a una minore incidenza di declino cognitivo nelle popolazioni anziane.</p>
<h3>Trial Clinici e Interventi</h3>
<p>Sebbene ancora limitati, i trial clinici indicano che l&#8217;integrazione orale è sicura e ben tollerata. I risultati preliminari mostrano potenziali benefici in pazienti con declino cognitivo soggettivo, sebbene l&#8217;efficacia possa variare in base al dosaggio e alla durata della somministrazione.</p>
<h2>Conclusioni e Direzioni Future</h2>
<p>La spermidina rappresenta una frontiera promettente per la medicina anti-aging. Il lavoro sottolinea la necessità di ulteriori trial clinici randomizzati su larga scala per definire protocolli terapeutici standardizzati e confermare definitivamente il ruolo protettivo della spermidina contro le demenze e le malattie neurodegenerative.</p>
<hr />
<p>Pubblicazione Received: 5 March 2026 / Accepted: 13 April 2026<br />
<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42012729/" target="_blank" rel="noopener">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42012729/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/la-spermidina-nel-cervello-che-invecchia/">La Spermidina nel Cervello che Invecchia</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Effetto della spermidina sulle patologie neurodegenerative. Stato dell&#8217;arte.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 07:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antinvecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie cerebrovascolari]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia Infusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[neuroprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[spermidina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Effetto della Spermidina sui Disturbi Neurodegenerativi Abstract La spermidina, una poliammina naturale, ha attirato l&#8217;attenzione per le sue proprietà neuro protettive, in particolare per il suo ruolo nel promuovere l&#8217;autofagia, ridurre la neuro infiammazione e supportare la funzione mitocondriale. Questa revisione sintetizza gli attuali risultati preclinici e clinici sugli effetti della spermidina nelle patologie neurodegenerative, [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/effetto-della-spermidina-sulle-patologie-neurodegenerative/">Effetto della spermidina sulle patologie neurodegenerative. Stato dell&#8217;arte.</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-path-to-node="2">L&#8217;Effetto della Spermidina sui Disturbi Neurodegenerativi</h1>
<h2 data-path-to-node="3">Abstract</h2>
<p align="justify">La spermidina, una poliammina naturale, ha attirato l&#8217;attenzione per le sue proprietà neuro protettive, in particolare per il suo ruolo nel promuovere l&#8217;autofagia, ridurre la neuro infiammazione e supportare la funzione mitocondriale. Questa revisione sintetizza gli attuali risultati preclinici e clinici sugli effetti della spermidina nelle patologie neurodegenerative, con particolare attenzione alla malattia di Alzheimer. Modelli sperimentali mostrano che la spermidina riduce la beta-amiloide, è la proteina che si accumula nei pazienti di Alzheimer, la proteina tau che si accumula nei pazienti con parkinson. I lavori sperimentali dimostrano che la sperimidina riduce l&#8217;accumulo delle proteine patologiche nei processi degenerativi cerebrali come Parkinson e Malattia di Alzheimer. Inoltre la Spermidina migliora la fagocitosi microgliale e riduce lo stato infiammatoria cerebrale. Studi sull&#8217;uomo, inclusi studi osservazionali e interventistici, indicano i benefici neurologici e cognitivi, soprattutto nelle fasi iniziali del declino delle condizioni neurologiche, della deambulazione e della memoria.</p>
<p align="justify"><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/01/spermidina-effetto-autofagia.png"><img decoding="async" class="wp-image-3255 aligncenter" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/01/spermidina-effetto-autofagia-644x400.png" alt="" width="795" height="494" srcset="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/01/spermidina-effetto-autofagia-644x400.png 644w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/01/spermidina-effetto-autofagia-768x477.png 768w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/01/spermidina-effetto-autofagia.png 1165w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a></p>
<h2 align="justify">Meccanismi Neuroprotettivi: Pulizia Cellulare e Protezione</h2>
<p data-path-to-node="6">Lo studio identifica processi biochimici specifici attraverso i quali la spermidina protegge il cervello:</p>
<ul data-path-to-node="7">
<li>
<p data-path-to-node="7,0,0"><b data-path-to-node="7,0,0" data-index-in-node="0">Induzione dell&#8217;Autofagia:</b> La spermidina inibisce l&#8217;acetiltransferasi EP300, attivando il processo di &#8220;pulizia&#8221; cellulare. Questo permette di ridurre l&#8217;amiloide beta (Aβ) solubile e di prevenire l&#8217;accumulo di proteine danneggiate patologiche.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="7,1,0"><b data-path-to-node="7,1,0" data-index-in-node="0">Supporto ai Mitocondri:</b> La molecola agisce come scavenger dei radicali liberi, proteggendo le centrali energetiche cellulari dallo stress ossidativo e mantenendo l&#8217;omeostasi cellulare.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="7,2,0"><b data-path-to-node="7,2,0" data-index-in-node="0">Modulazione della Microglia:</b> Potenzia la capacità delle cellule microgliali di fagocitare (digerire) i detriti tossici, orientandole verso un profilo antinfiammatorio protettivo.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-path-to-node="8">Risultati degli Studi Clinici e Osservazionali</h2>
<p data-path-to-node="9">L&#8217;analisi dei dati sugli esseri umani (inclusi i dataset UK Biobank e NHANES) rivela correlazioni dirette tra spermidina e salute mentale:</p>
<ul data-path-to-node="10">
<li>
<p data-path-to-node="10,0,0"><b data-path-to-node="10,0,0" data-index-in-node="0">Prestazioni Cognitive:</b> Alti livelli di apporto dietetico e di terapia infusiva sono associati a migliori funzioni esecutive e a una maggiore velocità di elaborazione.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="10,1,0"><b data-path-to-node="10,1,0" data-index-in-node="0">Riduzione dell&#8217;Età Cerebrale:</b> L&#8217;integrazione e la dieta ricca di poliamine mostrano una riduzione dell&#8217;età cerebrale stimata tramite MRI (fino a 2,21 anni di differenza nei gruppi ad alto apporto).</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="10,2,0"><b data-path-to-node="10,2,0" data-index-in-node="0">Intervento Precoce:</b> I benefici sulla memoria (memoria semantica e fluidità verbale) sono più evidenti in soggetti con declino cognitivo soggettivo o lieve.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-path-to-node="14">Conclusioni</h2>
<p data-path-to-node="15">La spermidina, una poliammina naturale, ha attirato l&#8217;attenzione per le sue proprietà neuro protettive, in particolare per il suo ruolo nel promuovere l&#8217;autofagia, ridurre la neuro infiammazione e supportare la funzione mitocondriale, cioè la produzione di energia all&#8217;interno della cellula.</p>
<p data-path-to-node="15">In sintesi, la spermidina si conferma un promettente agente nutracéutico contro l&#8217;invecchiamento cognitivo e il morbo di Alzheimer. Molto importante è il suo utilizzo nelle fasi precoci del deterioramento cognitivo.</p>
<hr data-path-to-node="16" />
<p data-path-to-node="17"><i data-path-to-node="17" data-index-in-node="0">Scarica il pdf con l&#8217;elaborazione dei lavori in letteratura: <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2026/01/spermidina-it.pdf">spermidina-it.pdf</a></i></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo dell’Ozono Terapia nella neuroprotezione</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/tesi-master-neuroprotezione-ozono/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tesi-master-neuroprotezione-ozono</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 06:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antinvecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[Ozonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Stress Ossidativo]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia Infusiva]]></category>
		<category><![CDATA[neuroprotezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences &#8211; Master di II Livello Ossigeno Ozono Terapia Estratto dalla tesi: &#8220;Il ruolo dell’Ossigeno Ozono Terapia nella neuroprotezione: razionale, evidenze e prospettive” RELATORE: Dott. Prof. Sergio Pandolfi Tesi di: Dott. Rebecca MASSIA Introduzione al ruolo dell’OzonoTerapia nella neuroprotezione. La neuroprotezione è un obiettivo centrale della neurologia clinica [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences &#8211; Master di II Livello Ossigeno Ozono Terapia<br />
Estratto dalla tesi: &#8220;Il ruolo dell’Ossigeno Ozono Terapia nella neuroprotezione: razionale, evidenze e prospettive”</p></blockquote>
<p class="western">RELATORE: Dott. Prof. Sergio Pandolfi<br />
Tesi di: Dott. Rebecca MASSIA</p>
<h2>Introduzione al ruolo dell’OzonoTerapia nella neuroprotezione.</h2>
<p>La neuroprotezione è un obiettivo centrale della neurologia clinica e sperimentale, finalizzato a contrastare i processi degenerativi del sistema nervoso centrale. Eventi acuti come l’ictus ischemico e il trauma cranico, insieme a patologie croniche quali la sclerosi multipla e le malattie neurodegenerative, condividono meccanismi comuni: ischemia, stress ossidativo, disfunzione mitocondriale e neuroinfiammazione. Questi processi causano danno neuronale e perdita funzionale, richiedendo terapie multimodali innovative.</p>
<h2>Ossigeno-Ozono Terapia (Ozonoterapia) e meccanismi di azione.</h2>
<p>L’ossigeno ozono terapia, nota anche come ozonoterapia, somministrata tramite Grande AutoEmoInfusione (GAEI), induce un “mild oxidative stress” controllato che attiva i meccanismi endogeni di difesa. Questo processo stimola il pathway Nrf2/Keap1/ARE, incrementando enzimi antiossidanti, e inibisce NF-κB, riducendo la risposta infiammatoria. Inoltre, migliora la perfusione cerebrale, attiva il ricambio e la proliferazione delle cellule staminali neuronali dell&#8217;ippocampo, sostiene la funzione mitocondriale e modula la microglia, favorendo un ambiente neuroprotettivo.</p>
<h2>Evidenze cliniche di ozonoterapia nella neuroprotezione.</h2>
<p>Studi preclinici dimostrano che l’ozono riduce l’area infartuata in modelli di ischemia, preserva l’attività mitocondriale e limita la produzione di radicali liberi. In ambito clinico, l’ozonoterapia ha mostrato benefici nella sclerosi multipla, nell’ictus ischemico e nei danni post-radiochirurgia, con miglioramenti nella perfusione cerebrale, nei marcatori di stress ossidativo e nelle funzioni cognitive.</p>
<h2>Prospettive future della neuroprotezione con ozonoterapia</h2>
<p>Grazie al suo profilo di sicurezza e tollerabilità, l’ossigeno ozono terapia si propone come strategia integrativa nella neurologia e nella riabilitazione. Tuttavia, la mancanza di trial clinici randomizzati e multicentrici richiede ulteriori studi per confermare l’efficacia e standardizzare i protocolli terapeutici.</p>
<h2>Conclusioni su ossigeno-ozono terapia e neuroprotezione</h2>
<p>L’ozonoterapia rappresenta un approccio innovativo e fisiologicamente plausibile alla neuroprotezione. Attivando meccanismi biologici endogeni, essa integra le terapie convenzionali e apre nuove prospettive nella medicina rigenerativa del sistema nervoso centrale.</p>
<hr />
<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2025/09/tesi-master-Massia-Neuroprotezione.pdf" target="new" class="button primary is-primary is-medium"  >
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  </a>

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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ossigeno-Ozono Terapia per via sistemica riduce gli effetti collaterali della Chemioterapia e della Radioterapia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 18:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia Infusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Anti-aromatasi]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro al seno]]></category>
		<category><![CDATA[Dolore]]></category>
		<category><![CDATA[Stanchezza]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia con ozono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studio Clinico su 6 pazienti che hanno effettuato chemioterapia per un tumore al seno. Le pazienti sono state sottoposte ad Ossigeno-ozono terapia e gli effetti collaterali dovuti alla chemioterapia come l&#8217;affaticamento e i dolori muscolo scheletrici sono progressivamente scomparsi. U. TIRELLI (1,2), L. VALDENASSI (3), M. FRANZINI (3), S. PANDOLFI (3), R. FISICHELLA (4), S. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/ossigeno-ozono-terapia-riduce-effetti-collaterali-chemioterapia/">L&#8217;Ossigeno-Ozono Terapia per via sistemica riduce gli effetti collaterali della Chemioterapia e della Radioterapia.</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: 100%;">Studio Clinico su 6 pazienti che hanno effettuato chemioterapia per un tumore al seno. </span><span style="font-size: 100%;">Le pazienti sono state sottoposte ad Ossigeno-ozono terapia e gli effetti collaterali dovuti alla chemioterapia come l&#8217;affaticamento e i dolori muscolo scheletrici sono progressivamente scomparsi.</span></h2>
<p><span style="font-size: 85%;">U. TIRELLI (1,2), L. VALDENASSI (3), M. FRANZINI (3), S. PANDOLFI (3), R. FISICHELLA (4), S. CHIRUMBOLO (5</span><span id="more-3058"></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 85%;">1) Gruppo Clini</span><span style="font-size: 85%;">co Tirelli-Unità di Oncologia, Pordenone, Italia</span><br />
<span style="font-size: 85%;">2) Ex direttore Oncologia Aviano Cancer Center, Aviano (PN)</span><br />
<span style="font-size: 85%;">3) Società Scientifica Italiana di Ossigeno Ozono Terapia (SIOOT), Gorle (BG), Università di Pavia, Italia</span><br />
<span style="font-size: 85%;">4) Divisione di Chirurgia e Medicina d&#8217;Urgenza dell&#8217;Azienda Ospedaliera &#8220;Gaspare Rodolico&#8221;, Catania, Italia</span><br />
<span style="font-size: 85%;">5) Dipartimento di Ingegneria per l&#8217;Innovazione Medica (DIMI), Università di Verona, Verona, Italia</span></p>
<h3><strong>Abstract &#8211;  Background</strong></h3>
<p>Nelle pazienti con tumore al seno e recettori ormonali positivi, gli inibitori dell&#8217;aromatasi sono efficaci nel ridurre il rischio di recidive e sono attivi nel far progredire la malattia in questo contesto.</p>
<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;affaticamento e gli effetti collaterali dolorosi a livello muscolo-scheletrico possono ridurre significativamente la compliance al trattamento. In assenza di ulteriori opzioni<br />
terapeutiche per controllare questi sintomi, gli interventi non farmacologici, come la terapia con ossigeno-ozono, possono svolgere un ruolo nella gestione della sintomatologia reumatologica.</p>
<p>Abbiamo già riportato prove sull&#8217;efficacia dell&#8217;ossigeno-ozono nel trattamento del dolore e della fatica in pazienti affetti da sindrome da fatica cronica e fibromialgia e anche in pazienti oncologici. <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/ozonoterapia-come-adiuvante-per-chemio-e-radioterapia/">(Vedi articolo)</a></p>
<p><strong>SERIE DI CASI:</strong> In questo studio abbiamo riportato 6 casi di pazienti (età media 64 anni, tutte donne caucasiche) con carcinoma mammario in trattamento con anastrozolo (Arimidex® ), affetti da dolori muscoloscheletrici, debolezza e affaticamento, e quindi trattati con autoemoterapia maggiore con ossigeno-ozono secondo il protocollo della Società Scientifica Italiana di Ossigeno-Ozono Terapia (SIO- OT).</p>
<p>Il dolore è stato misurato con una scala di valutazione numerica (NRS) a 10 voci e la fatica con una scala di valutazione della fatica (FSS) a 7 voci. In tutti i casi è stata ottenuta una riduzione di almeno il 66% del dolore (da 9,43 ±0,54 SD a 2,36 ±1,32 SD, p&lt;0,001) e del 66,26% della fatica.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI:</strong> Il dolore e l&#8217;affaticamento sono scomparsi entro un mese dalla terapia con ozono, e uno stato di salute senza dolore è durato per molti mesi dopo la terapia con ossigeno-ozono. L&#8217;ossigeno-ozono terapia è una valida opportunità per le pazienti affette da cancro al seno per ridurre il dolore, la fatica e i sintomi muscolo-scheletrici indotti dall&#8217;antiaromatosi.</p>
<h3><strong>Introduzione</strong></h3>
<p>L&#8217;aromatasi (CYP-19-A1) è un sistema enzimatico che deve il suo nome al fatto che trasforma l&#8217;anello A degli steroidi in un anello aromatico attraverso l&#8217;ossidazione e l&#8217;eliminazione di un gruppo metilico, formando così estrogeni, coinvolti nello sviluppo e nella malignità delle cellule tumorali. L&#8217;inibizione della produzione di estrogeni da parte degli inibitori dell&#8217;aromatasi è stata considerata un&#8217;opzione terapeutica per il cancro al seno .<br />
Tuttavia, gli inibitori dell&#8217;aromatasi causano artralgie e sintomi muscoloscheletrici nei soggetti con carcinoma mammario durante il regime terapeutico.</p>
<p>Questo tipo di effetti avversi solleva alcune questioni sulla necessità di utilizzare l&#8217;oncologia integrativa come trattamento aggiuntivo per migliorare l&#8217;esito finale della terapia convenzionale, anche includendo l&#8217;esercizio fisico aerobico, poiché i pazienti post-trattati sono affetti da una notevole quantità di sintomi, che potrebbero precludere una normale e confortevole vita sociale quotidiana.</p>
<p>I farmaci che bloccano l&#8217;attività d e l l&#8217;aromatasi riducono la quantità di estrogeni in circolo e, di conseguenza, il numero di ormoni che possono raggiungere le cellule tumorali residue .<br />
Sebbene l&#8217;efficacia clinica degli inibitori dell&#8217;aromatasi sia ampiamente dimostrata, anche questi possono avere alcuni effetti avversi, come nel caso di molti farmaci.</p>
<p>Dolori articolari e osteoporosi sono tra gli effetti più frequenti e spesso gravi, costringendo di solito i medici a pianificare e adottare protocolli mirati per alleviare il dolore e la fatica.</p>
<p>La fatica legata al cancro, ad esempio, è particolarmente preoccupante negli anziani e, in questo scenario, un trattamento integrativo che permetta di affrontare la fatica e il disagio sarebbe di fondamentale importanza.<br />
I dolori articolari colpiscono il 20-50% delle pazienti in misura diversa da donna a donna; più spesso i sintomi dolorosi sono simmetrici (alle mani, ai polsi, alle ginocchia) e compaiono da 2 a 10 mesi dopo l&#8217;inizio della terapia.</p>
<p>Il dolore è multifattoriale, anche se bassi livelli di estrogeni possono promuovere uno stato infiammatorio nelle articolazioni . Se l&#8217;entità del dolore è tale da influire sulla qualità di vita del paziente, il primo approccio può essere la sostituzione del farmaco con un altro composto appartenente alla stessa categoria; altrimenti, un consulto reumatologico consentirà di valutare meglio le cause del dolore e le prospettive che possono esistere per controllarlo con terapie<br />
farmacologiche e anche non farmacologiche.</p>
<p>L&#8217;approccio farmacologico deve essere sequenziale e adeguato all&#8217;intensità del dolore, che viene quantificato con opportune scale di valutazione. I farmaci che possono essere utilizzati sono gli antinfiammatori non steroidei (FANS), gli analgesici, i cortisonici e, accanto alla funzione di supporto delle vitamine D e C.</p>
<p>I FANS svolgono attività analgesiche e antinfiammatorie. Tuttavia, la risposta a questi farmaci è individuale e varia da paziente a paziente, così come i diversi effetti avversi.<br />
Gli analgesici, invece, sono noti per essere mirati al dolore e per essere farmaci antidolorifici, non necessariamente mirati alla risposta infiammatoria, e la scelta dei diversi farmaci, come gli oppioidi, varia a seconda dell&#8217;entità del dolore (dolore lieve, farmaci non oppioidi; dolore moderato, oppioidi deboli; dolore intenso, oppioidi maggiori).</p>
<p>I cortisonici devono essere prescritti con attenzione a causa degli effetti collaterali a lungo termine. La vitamina D è certamente importante per le ossa, ma i risultati relativi ai suoi effetti sul doloresono in qualche modo controversi.</p>
<p>D&#8217;altra parte, la medicina integrativa e la farmacologia possono fornire spunti fondamentali per promuovere l&#8217;uso di altri per ridurre il dolore muscoloscheletrico, il disagio e l&#8217;affaticamento a seguito di una terapia antitumorale, da una prospettiva medicointegrativa.</p>
<p>L&#8217;attività dell&#8217;ozono medicale comprende sia un ruolo antinfiammatorio che un potenziale antiossidante attraverso il lipoperossido generato dall&#8217;ozono, noto come idrossinonenale (4-HNE) e la sua caratteristica ormonale.</p>
<p>In accordo con precedenti studi, nella nostra esperienza con l&#8217;encefalite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), la fibromialgia e il dolore muscoloscheletrico e la fatica, abbiamo riportato che l&#8217;uso dell&#8217;autoemoterapia maggiore con ossigeno/ozono (O -O -MAHT) è in grado di approcci al fine di attenuare l&#8217;impatto degli effetti avversi legati alla terapia anti-aromatosa (dolore, affaticamento e così via).</p>
<p>In questa prospettiva, l&#8217;ozonoterapia può essere un&#8217;alternativa promettente.</p>
<hr />
<h3>Download pubblicazione scientifica.</h3>
<p>Di seguito sono disponibili i download per la pubblicazione scientifica originale in inglese:</p>
<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/11/Oxygen-ozone-autohemotherapy-breast-cancer-en.pdf" class="button primary is-primary is-medium"  >
    <span>&gt; DOWNLOAD PDF ENG: Oxygen-ozone-autohemotherapy-breast-cancer</span>
  </a>

<hr />
<p>Autore corrispondente: Salvatore Chirumbolo, Ph.D; e-mail: salvatore.chirumbolo@univr.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/ossigeno-ozono-terapia-riduce-effetti-collaterali-chemioterapia/">L&#8217;Ossigeno-Ozono Terapia per via sistemica riduce gli effetti collaterali della Chemioterapia e della Radioterapia.</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
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		<title>Valutazione Stress Ossidativo</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/valutazione-stress-ossidativo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=valutazione-stress-ossidativo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 17:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stress Ossidativo]]></category>
		<category><![CDATA[stress ossidativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è lo Stress Ossidativo Lo stress ossidativo è un fenomeno biologico che si verifica quando c’è uno squilibrio tra la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la capacità del corpo di neutralizzarle o disattivarle attraverso i sistemi antiossidanti. Lo stress ossidativo può contribuire allo sviluppo di sindromi metaboliche, tra cui sovrappeso, iperglicemia, resistenza all’insulina [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Cos&#8217;è lo Stress Ossidativo</strong></h2>
<blockquote><p>Lo stress ossidativo è un fenomeno biologico che si verifica quando c’è uno squilibrio tra la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la capacità del corpo di neutralizzarle o disattivarle attraverso i sistemi antiossidanti.</p></blockquote>
<p>Lo stress ossidativo può contribuire allo sviluppo di sindromi metaboliche, tra cui sovrappeso, iperglicemia, resistenza all’insulina e stati pro-infiammatori. Il moderno stile di vita associato al cibo trasformato, all’esposizione di una vasta gamma di sostanze chimiche e alla mancanza di esercizio fisico gioca un ruolo importante nell’induzione dello stress ossidativo.</p>
<p>Ne consegue un danno che, se non prontamente riparato, favorirà la comparsa o accelererà la progressione di malattie molto comuni come l&#8217;aterosclerosi, l&#8217;ictus, il morbo di Parkinson, l&#8217;Alzheimer, il diabete, alcuni tipi di tumore ed altre patologie.</p>
<p>Inoltre, un aumento di radicali liberi favorisce l&#8217;invecchiamento precoce dell&#8217;organismo. Tra le cause dello stress ossidativo sono rintracciabili l&#8217;inquinamento ambientale, l&#8217;alimentazione scorretta, l&#8217;esercizio fisico inadeguato, l&#8217;assunzione cronica di farmaci, gli stati infiammatori non trattati, il fumo di sigaretta e l&#8217;abuso di bevande alcoliche.</p>
<p>Gli antiossidanti alimentari, come le vitamine C ed E, il selenio e i composti fenolici, possono aiutare a ridurre lo stress ossidativo neutralizzando le ROS1. Pertanto, una dieta ricca di alimenti antiossidanti come frutta e verdura può aiutare a ridurre lo stress ossidativo.</p>
<h2><strong>Come misurare lo stress ossidativo.</strong></h2>
<p>La valutazione dello stress ossidativo può essere effettuata attraverso vari metodi, tra cui la misurazione dei livelli di vari bio-marcatori nel sangue. Questi possono includere sostanze chimiche che sono prodotte dal corpo in risposta al danno ossidativo.<br />
Purtroppo, lo stress ossidativo non dà luogo a manifestazioni cliniche specifiche, per cui può essere identificato solo se il medico ne sospetta la presenza e invita il paziente a sottoporsi ad alcuni test di laboratorio su un piccolo campione di sangue.</p>
<p>Grazie a questi test sarà possibile ottenere una diagnosi di laboratorio di stress ossidativo estremamente precisa ed affidabile, ove le due componenti contrapposte, quella pro- e quella anti-ossidante possono essere valutate distintamente.</p>
<p>In altri termini, è possibile stabilire in tempo reale se lo stress ossidativo è dovuto ad un&#8217;aumentata produzione e/o ad una ridotta capacità di eliminazione dei radicali liberi. In questo modo anche il monitoraggio della terapia antiossidante può poggiarsi su basi più solide e uscire dalla fase empirica in cui spesso viene a trovarsi chi deve misurare lo stress ossidativo</p>
<p>I test sullo stress ossidativo sono molto utili in medicina preventiva poichè forniscono un&#8217;indicazione sullo stato di benessere generale dell&#8217;organismo. Per questo motivo tutti dovrebbero sottoporsi a tale valutazione, considerato anche che lo stress ossidativo non dà luogo a manifestazioni specifiche. I test vengono particolarmente consigliati a coloro che:</p>
<ul>
<li>Sono esposti in maniera frequente a fattori pro-ossidanti (es. stili di vita non corretti, inquinanti nell&#8217;ambiente di lavoro).</li>
<li>Sono costretti a subire trattamenti specifici (es. dialisi, by-pass, trapianto d&#8217;organo, pillola, radioterapia, chemioterapia).</li>
<li>Sono affetti da patologie croniche degenerative (es. diabete, aterosclerosi, neoplasie, demenza, artrite reumatoide).</li>
</ul>
<h2><strong>Come combattere lo stress ossidativo.</strong></h2>
<p>Il trattamento dello stress ossidativo presuppone l&#8217;individuazione delle cause e dei meccanismi che lo hanno determinato. Se alla sua base vi è un aumento della produzione di radicali liberi da parte dell&#8217;organismo, occorrerà individuare la fonte metabolica primaria che ne è responsabile e cercare di tenerla sotto controllo (es. ridurre l&#8217;infiammazione, migliorare la perfusione dei tessuti, abbattere il carico di &#8220;tossine&#8221;).</p>
<p>Se, invece, sono le difese antiossidanti ad essere ridotte, bisognerà tentare di ricostituirle attraverso un idoneo stile di vita caratterizzato da una dieta antiossidante, da un esercizio fisico regolare e non eccessivo, dalla riduzione di fumo, alcool e stress. Laddove essi non fossero sufficienti, si renderà necessario l&#8217;introduzione di integratori specifici da parte del medico competente.</p>
<h3><strong>Cos’è la Terapia infusiva con Glutatione e Vitamine.</strong></h3>
<p>La terapia infusiva con integratori e vitamine offre numerosi benefici: migliora le condizioni cliniche generali del paziente, il metabolismo, contrasta lo stress ossidativo, riduce lo stato infiammatorio generale, stimola il sistema immunitario, difende da virus e batteri e riduce l’invecchiamento cerebrale.</p>
<p>Rende la cute più chiara e giovane (supportando la produzione di collagene) con una potente azione di antinvecchiamento. Inoltre, le infusioni possono essere fatte nel comfort di un ambiente ambulatoriale rilassante, distante dalle situazioni di stress ospedaliere.<br />
La terapia infusiva con integratori di Glutatione ed altro, si associa all’autoemo-infusione di ossigeno e ozono (sono terapie che si integrano ma che vanno effettuate in modo indipendente).</p>
<p>Il Glutatione e la vitamina C sono due nutrienti essenziali per il nostro corpo. Entrambi sono disponibili come integratori alimentari e possono essere somministrati anche tramite iniezione durante la terapia infusiva. (<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/terapia-infusiva-con-integratori/">Leggi tutto l&#8217;articolo sulla terapia di infusione con integratori</a>).</p>
<h2><strong>La nostra strumentazione per la misurazione dello Stress Ossidativo</strong>.</h2>
<p><a href="https://www.diacron.com/" target="_blank" rel="noopener">Il nostro partner &#8220;Diacron International&#8221;</a> sviluppa e realizza strumenti dedicati alla valutazione globale dello stress ossidativo, nello specifico i fotometri <strong>FREE</strong> (Free Radical Elective Evaluator). Questi strumenti sono stati progettati per fornire ai ricercatori e ai professionisti uno strumento affidabile e flessibile, per l&#8217;esecuzione dei tests del Panel Carratelli.</p>
<p><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/10/FreeDuo.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-3019 alignleft" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/10/FreeDuo-600x400.jpg" alt="" width="351" height="234" srcset="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/10/FreeDuo-600x400.jpg 600w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/10/FreeDuo.jpg 700w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" /></a>Con FREE DUO è possibile eseguire due analisi contemporaneamente, come per esempio il d-ROMs Test e il BAP Test.</p>
<p>Inoltre è dotato di un software per la gestione e l&#8217;archiviazione automatica e la refertazione dei dati ed è accessibile da computer, tablet e Smartphone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<h2><strong>Scrivi se vuoi  avere maggiori informazioni</strong>.</h2>
<p>I dati forniti saranno trattati nel rispetto delle disposizioni previste dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR), relativamente alla tutela dei dati personali. <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/privacy-policy/">Cliccare per leggere l’informativa della Privacy</a></p>
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		<title>Terapia Infusiva endovenosa con Integratori e Vitamine</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/terapia-infusiva-con-integratori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=terapia-infusiva-con-integratori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 14:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antinvecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia Infusiva]]></category>
		<category><![CDATA[glutatione]]></category>
		<category><![CDATA[nadh]]></category>
		<category><![CDATA[terapia infusiva]]></category>
		<category><![CDATA[terapia preventiva]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benefici della terapia infusiva con integratori di Glutatione, Vitamina C, NADH, Sperimidina e Citicolina. Cos&#8217;è la Terapia infusiva di integratori. La terapia infusiva con integratori di Glutatione e vitamine offre numerosi benefici: migliora le condizioni cliniche generali del paziente, il metabolismo, contrasta lo stress ossidativo, riduce lo stato infiammatorio generale, stimola il sistema immunitario, difende [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Benefici della terapia infusiva con integratori di Glutatione, Vitamina C, NADH, Sperimidina e Citicolina.</h2>
<h3><strong>Cos&#8217;è la Terapia infusiva di integratori.</strong></h3>
<p>La terapia infusiva con integratori di Glutatione e vitamine offre numerosi benefici: migliora le condizioni cliniche generali del paziente, il metabolismo, contrasta lo stress ossidativo, riduce lo stato infiammatorio generale, stimola il sistema immunitario, difende da virus e batteri e riduce l&#8217;invecchiamento cerebrale.</p>
<p>Rende la cute più chiara e giovane (supportando la produzione di collagene) con una potente azione di antinvecchiamento. Inoltre, le infusioni possono essere fatte nel comfort di un ambiente ambulatoriale rilassante, distante dalle situazioni di stress ospedaliere.</p>
<p>Il Glutatione e la vitamina C sono due nutrienti essenziali per il nostro corpo. Entrambi sono disponibili come integratori alimentari e possono essere somministrati anche tramite iniezione durante la terapia infusiva.</p>
<h3><strong>Glutatione</strong></h3>
<p>Il glutatione, noto anche come GSH, è un composto antiossidante endogeno prodotto naturalmente dal nostro corpo, in particolare dal fegato e dalle cellule nervose del sistema nervoso centrale. È composto da tre amminoacidi: glicina, L-cisteina e L-glutammato. Il glutatione può aiutare a metabolizzare le tossine, a scomporre i radicali liberi, a supportare la funzione immunitaria nella <strong>produzione di linfociti T</strong> e molto altro.</p>
<p>Il Glutatione ha un&#8217;azione protettiva nei confronti dell&#8217;endotelio e delle malattie vascolari degenerative ed infiammatorie come l&#8217;arteriosclerosi.</p>
<h3><strong>Vitamina C</strong></h3>
<p>La vitamina C è un nutriente essenziale nella nostra dieta. Ha molti ruoli importanti nella funzione immunitaria del nostro corpo, tra cui la guarigione delle ferite, la prevenzione dei danni alle cellule, la costruzione del collagene e la produzione di neurotrasmettitori chiamati messaggeri chimici. La vitamina C può essere trovata in molti alimenti sani, specialmente: agrumi e succo di agrumi, peperoni rossi e verdi, broccoli, fragole, cavoletti di Bruxelles.</p>
<h3><strong>NADH</strong></h3>
<h4><strong>Benefici della terapia con infusione di coenzima NADH</strong></h4>
<p>Le infusioni di coenzima NADH aumentano l&#8217;energia cellulare e stimolano la rigenerazione delle cellule. Le infusioni somministrate per via endovenosa vengono assorbite in una percentuale superiore (circa il 90%) rispetto a quelle assunte per via orale e scomposte a livello gastrico, che vengono assorbite ad un livello inferiore al 50%. Interviene nei meccanismi di <strong>riparazione del DNA</strong> e rallenta la degradazione dei telomeri.</p>
<p>Ecco un elenco con alcuni dei benefici del coenzima NADH:</p>
<ul>
<li>Aiuta le cellule cerebrali contro l&#8217;invecchiamento</li>
<li>Migliora la memoria</li>
<li>Migliora l&#8217;umore</li>
<li>Elimina le nebbia mentale</li>
<li>Migliora la funzione Neurologica</li>
<li>Migliora la chiarezza mentale</li>
<li>Aumenta la salute e l&#8217;energia dei mitocondri</li>
<li>Riduce l&#8217;affaticamento generale</li>
<li>Ripristina le funzionalità muscolari</li>
<li>Riduce i sintomi di fatica cronica, di depressione e ansia</li>
</ul>
<p>Inoltre il NADH ha una attività epatoprotettiva e svolge un ruolo nell&#8217;abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna.</p>
<p>La versione ridotta di NAD+ è NADH, è anche un coenzima e funziona come agente riducente, subisce l&#8217;autoossidazione abbassando l&#8217;altra sostanza.</p>
<p>Di conseguenza, il NADH funge da prezioso vettore di elettroni in numerosi processi catabolici. Il ciclo dell&#8217;acido citrico utilizza anche il NADH come cofattore.</p>
<p>La principale differenza tra le infusioni di NAF e NADH è la presenza di idrogeno nella molecola, NADH è la forma ridotta di NAD, il che significa che contiene un atomo di idrogeno aggiuntivo, Questo ulteriore atomo di idrogeno aumenta la capacità della molecola di trasferire elettroni, rendendo il NADH una forma più potente di NAD. Inoltre, il NADH si è rivelato più efficace nel trattamento di determinate condizioni rispetto al NAD.</p>
<h3><strong>Spermidina</strong></h3>
<p align="justify">La spermidina, una poliammina naturale, ha attirato l&#8217;attenzione per le sue proprietà neuro protettive, in particolare per il suo ruolo nel promuovere l&#8217;autofagia, ridurre la neuro infiammazione e supportare la funzione mitocondriale. Questa revisione sintetizza gli attuali risultati preclinici e clinici sugli effetti della spermidina nelle patologie neurodegenerative, con particolare attenzione alla malattia di Alzheimer. Modelli sperimentali mostrano che la spermidina riduce la beta-amiloide, è la proteina che si accumula nei pazienti di Alzheimer, la proteina tau che si accumula nei pazienti con parkinson. I lavori sperimentali dimostrano che la sperimidina riduce l&#8217;accumulo delle proteine patologiche nei processi degenerativi cerebrali come Parkinson e Malattia di Alzheimer.</p>
<p align="justify">Inoltre la Spermidina migliora la fagocitosi microgliale e riduce lo stato infiammatoria cerebrale. Studi sull&#8217;uomo, inclusi studi osservazionali e interventistici, indicano i benefici neurologici e cognitivi, soprattutto nelle fasi iniziali del declino delle condizioni neurologiche, della deambulazione e della memoria.</p>
<p align="justify"><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/effetto-della-spermidina-sulle-patologie-neurodegenerative/">Leggi articolo completo in cui vengono elaborati i lavori presenti in letteratura  &gt;</a></p>
<h2>Citicolina</h2>
<p>work in progress</p>
<hr />
<p>Tutto quello descritto è documentato da lavori scientifici pubblicati in letteratura.<br />
Vedi: <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/neuroprotezione/">neuroprotezione</a>, <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/cardiopatia-ischemica-infarto-miocardio-ozonoterapia/">malattie cardiovascolari</a>, <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/sindrome-da-stanchezza-cronica/">stanchezza cronica</a>, <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/antinvecchiamento-anti-aging/">antinvecchiamento</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trattamento innovativo dei Capillari con Ozonoterapia</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/trattamento-dei-capillari-con-ozonoterapia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=trattamento-dei-capillari-con-ozonoterapia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 10:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dermatologia estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Ozonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento capillari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/?p=2986</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per il trattamento dei capillari si applica la tecnica FLASH OZONE con l&#8217;apparecchiatura appositamente progettata e brevettata da Multiossigen S.P.A. ed approvata dalla Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia SIOOT. Il sistema di trattamento dei Capillari con Flash Multi Ozone. Il vaso venoso viene svuotato con la miscela di ossigeno-ozono e le pareti libere del [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/trattamento-dei-capillari-con-ozonoterapia/">Trattamento innovativo dei Capillari con Ozonoterapia</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per il trattamento dei capillari si applica la tecnica FLASH OZONE con l&#8217;apparecchiatura appositamente progettata e brevettata da Multiossigen S.P.A. ed approvata dalla Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia SIOOT.</p></blockquote>
<h2><strong>Il sistema di trattamento dei Capillari con Flash Multi Ozone.</strong></h2>
<figure id="attachment_2990" aria-describedby="caption-attachment-2990" style="width: 371px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2990" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/07/innovativo-trattametno-capillari-ozono-567x400.png" alt="diatermocoagulazione" width="371" height="262" srcset="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/07/innovativo-trattametno-capillari-ozono-567x400.png 567w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/07/innovativo-trattametno-capillari-ozono-768x541.png 768w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/07/innovativo-trattametno-capillari-ozono.png 1000w" sizes="auto, (max-width: 371px) 100vw, 371px" /><figcaption id="caption-attachment-2990" class="wp-caption-text">Funzionamento di Flash Multi Ozone</figcaption></figure>
<p>Il vaso venoso viene svuotato con la miscela di ossigeno-ozono e le pareti libere del capillare vengono cauterizzate a bassa intensità, impedendo così il ritorno sanguigno.</p>
<p><strong>FLASH OZONE</strong> permette di ottenere un miglioramento estetico immediato, visibile, duraturo e senza effetti collaterali.</p>
<p>Questo sistema rappresenta un notevole passo avanti nell&#8217;utilizzo della <strong>diatermocoagulazione</strong>, della laser terapia e della sclerosante per la cura dei capillari.</p>
<hr />
<h3>L’ossigeno-ozono terapia è l’unico rimedio per riattivare il microcircolo ed eliminare la ritenzione idrica in modo naturale, non invasivo e senza controindicazioni.</h3>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ozonoterapia nel trattamento dell&#8217;ernia del disco cervicale e lombare</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/ozonoterapia-trattamento-ernia-disco-cervicale-lombare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ozonoterapia-trattamento-ernia-disco-cervicale-lombare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 10:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ernia Cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia lombare]]></category>
		<category><![CDATA[ernia lombare]]></category>
		<category><![CDATA[Ozonoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facoltà di Medicina e Chirurgia Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica Master di II° Livello in Ossigeno Ozono Terapia ESTRATTO DALLA TESI:  &#8220;OSSIGENO OZONOTERAPIA NEL TRATTAMENTO DELL&#8217;ERNIA DEL DISCO CERVICALE E LOMBARE&#8221;. RELATORE: Dott. Prof. Sergio Pandolfi Tesi di: Dott. Marco Silletti PREFAZIONE: Il mio interesse nei confronti dell’Ozonoterapia, nasce fin dai primi tempi [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Facoltà di Medicina e Chirurgia Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica Master di II° Livello in Ossigeno Ozono Terapia</p>
<h2><strong>ESTRATTO DALLA TESI: </strong> &#8220;OSSIGENO OZONOTERAPIA NEL TRATTAMENTO DELL&#8217;ERNIA DEL DISCO CERVICALE E LOMBARE&#8221;.</h2>
<p><em>RELATORE: Dott. Prof. Sergio Pandolfi </em><br />
<em>Tesi di: Dott. Marco Silletti</em></p>
<h3>PREFAZIONE:</h3>
<p>Il mio interesse nei confronti dell’Ozonoterapia, nasce fin dai primi tempi del percorso di studi in Medicina e Chirurgia, quando iniziai a cercare una terapia alternativa e curativa in grado di evitare un intervento chirurgico di discectomia dell’ernia del disco vertebrale di cui era affetta mia madre.</p>
<p>Valutata l’evidenza che la terapia farmacologica e la terapia fisica riabilitativa non avevano alcun risultato per alleviare la lombosciatalgia di cui soffriva mia madre, ho iniziato a considerare l’ossigeno ozono terapia per curare l’ernia del disco di cui era affetta mia madre.</p>
<p>In uno studio medico, una collega ozonoterapeuta resasi disponibile fin da subito, ci illustra il percorso di trattamento consistente in infiltrazioni paravertebrali di un miscela di O2O3 a diversa concentrazione fino ad un massimo di 20 microgrammi associate a microinfiltrazioni sottocutanee a scopo decontratturante.</p>
<p>Il ciclo di terapia della durata di circa 12 sedute, prevede inizialmente 2 sedute a settimana e successivamente 1 sola fino alla Risonanza Magnetica di controllo.</p>
<p>Fin dalle prime sedute di terapia, i sintomi quali algie diffuse, parestesie ed ipocinesie iniziano a diminuire, con netto miglioramento della qualità di vita e con la possibilità per mia madre ad oggi di continuare a svolgere la sua attività lavorativa senza grosse difficoltà.</p>
<p>Tutto ciò, ha dimostrato la notevole efficacia dell’Ozonoterapia nella cura di una patologia ad oggi molto diffusa e notevolmente invalidante, nonché i molteplici campi di applicazione della suddetta.</p>
<p>Il grande vantaggio dell’utilizzo di Ossigeno Ozono in campo medico è dato dalla sua sicurezza, infatti non può indurre allergie non essendo una molecola proteica e non presentando gravi controindicazioni. Le sue uniche controindicazioni sono rappresentate dal favismo (deficit G6FD), dall’ipertiroidismo e dalla gravidanza. Non rappresenta inoltre un rischio di interazione con terapie farmacologiche in atto.</p>
<h3>Date le sue molteplici proprietà benefiche può essere utilizzato come:</h3>
<ul>
<li>Antimicrobico : per la sua attività antivirale, antibatterica ed antifungina</li>
<li>Antinfiammatoria ed Antidolorifica : per miglioramento dell’ossigenazione e per inibizione dell’attivazione e dell’adesione leucocitaria e piastrinica.</li>
<li>Riattivatore del circolo e del microcircolo : per aumento della deformabilità e filtrabilità eritrocitaria con maggiore cessione di ossigeno ai tessuti periferici.</li>
<li>Riparatore Tissutale : per azione sull’ipossia che negli stadi evoluti conduce alla gangrena.</li>
<li>Coadiuvante nella cura delle patologie neurologiche degenerative ed autoimmuni : demenza, SM, ecc</li>
<li>Coadiuvante nella cura delle patologie oncologiche : potenzia l’effetto della chemio e radioterapia riducendone gli effetti collaterali.</li>
<li>Trattamento in Medicina Estetica : nella lipodistrofia, nella cellulite, nelle teleangectasie e più in generale negli inestetismi cutanea.</li>
<li>Trattamento Anti-Aging</li>
</ul>
<h2>MECCANISMI D’AZIONE DELL’OZONO</h2>
<p>L&#8217;ozono reagisce con i composti organici contenenti doppi legami, addizionando i tre atomi di ossigeno al legame non saturo con formazione di ozonidi.</p>
<p>Così facendo l’ozono provoca la scissione dei doppi legami con una reazione molto importante definita ozonolisi (Reazione di Criegge).</p>
<p>Tale reazione dell’ozono con i vari substrati è una della reazioni di chimica molecolare più rapida in natura (veloctà: milioni di moli/litro al secondo) e dimostra la formazione di perossidi e gruppi aldeici.</p>
<p>Tali composti sono fondamentali perché permettono di interagire in tutte quelle patologie trattabili con ossigeno-ozonoterapia (bioregolazione).</p>
<p>È importante sottolineare come la complessitá delle reazioni biochimiche generate durante l&#8217;esposizione del sangue all&#8217;ozono coinvolge, nello spazio di microsecondi come detto, un&#8217;ampissima gamma di substrati che interagiscono in diverse vie metaboliche.</p>
<p>In pratica l&#8217;ozono, che è una molecola instabile e determina reazioni ossidative, se viene somministrato in maniera adeguata, genera uno ‘&#8217;stress ossidativo calcolato e transitorio&#8221; che va a stimolare il sistema antiossidante intracellulare che a sua volta può́ intervenire nell&#8217;impedire i danni da ossidazione (tipici delle patologie degenerative croniche e patologie infiammatorie).</p>
<h2>CLASSIFICAZIONE DELLE ERNIE DISCALI</h2>
<p>Le ernie possono essere classificate in base a vari criteri.</p>
<p>In rapporto alla sede topografica:</p>
<p><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/anatomia-dischi-verterbrali.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-2979 alignleft" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/anatomia-dischi-verterbrali.jpg" alt="" width="452" height="329" /></a></p>
<h3 style="font-size: 20.16px;"></h3>
<ul>
<li>mediane, quando l&#8217;erniazione sarà rivolta indietro lungo la linea mediana;</li>
<li>paramediane, quando saranno posteriori e poco deviate dalla linea mediana;</li>
<li>laterali, quando saranno notevolmente distanti dalla linea mediana;</li>
<li>intraforaminali, quando interesseranno il forame di coniugazione;</li>
<li>extraforaminali, quando la rottura dell&#8217;anulus avverrà in un punto più laterale rispetto al forame di coniugazione.</li>
<li>In rapporto al grado di fuoriuscita del nucleo:ernia contenuta: quando il disco presenta una sporgenza circoscritta nel canale vertebrale; l&#8217;anulus fibroso è rotto ma l&#8217;ernia è contenuta dal legamento longitudinale posteriore;</li>
<li>ernia protrusa (da non confondere con la protrusione): è una vera e propria ernia, che consiste nello spostamento parziale del nucleo nel canale</li>
<li>spinale. In questo caso sia l&#8217;anulus che il legamento longitudinale posteriore sono lesionati ed il nucleo polposo prende direttamente contatto con le strutture nervose. Il nucleo polposo rimane quindi parzialmente nella sua sede anatomica e, in base a quanta parte di questo attraversi il legamento longitudinale posteriore, si distinguono ernie sottolegamentose, translegamentose e retrolegamentose;</li>
<li>ernia espulsa o migrata: in tutti i casi in cui il nucleo polposo perda contatto con il sito anatomico originario. In questo caso il contenuto dell&#8217;anulus si trova interamente all&#8217;interno del canale spinale.</li>
</ul>
<h2>QUADRO CLINICO</h2>
<p>Molte ernie sono asintomatiche. In quelle sintomatiche l&#8217;ernia del disco si manifesta clinicamente in relazione alla regione anatomica colpita ed alla grandezza e alla dinamica della fuoriuscita del materiale discale.</p>
<p>Si hanno dolori vertebrali, cervicali, dorsali o lombari a seconda della sede dell&#8217;ernia ed eventuali disturbi da compressione delle strutture nervose (midollo spinale e radici) che si trovano nel canale vertebrale.</p>
<p>In generale si distinguono segni di danno radicolare (radicolopatia, ossia a carico delle radici nervose impegnate dall&#8217;ernia) e segni di danno midollare (mielopatia) in caso di ernie cervicali o dorsali.</p>
<p>Si distingue inoltre una prima fase molto precoce caratterizzata da una sindrome irritativa, sostanzialmente da dolore, e una seconda fase subacuta con manifestazioni deficitarie, ossia di vero danno sensitivo/motorio a carico delle radici nervose e/o del midollo compresso dalle ernie cervicali e dorsali.</p>
<h2 class="western" style="text-align: left;" align="center">MATERIALI E METODI</h2>
<p>Per questo lavoro sono state studiate le cartelle cliniche e le testimonianze di 6 pazienti che si sono sottoposti a trattamenti di Ossigeno-ozono terapia presso l&#8217;ambulatorio del dr. Sergio Pandolfi.</p>
<p>I pazienti scelti erano tutti di sesso maschile, 2 di questi erano affetti da ernia del disco cervicale e 3 da ernia del disco lombare.</p>
<p>I trattamenti con ossigeno-ozono prevedevano concentrazioni di ozono comprese tra 5 e 30 µg/mL somministrate mediante iniezioni intramuscolari paravertebrali.</p>
<p>Per trattare i pazienti con ernie lombari sono stati somministrati 10-20cc di miscela ossigeno-ozono per ogni punto previa doppia aspirazione senza superare la quantità massima di 40cc per emilato, mentre per trattare le discopatie cervicali sono stati somministrati 1,5-2 cc di miscela gassosa, sempre previa doppia aspirazione, non superando mai la quantità di 6-8 cc per emilato trattato.</p>
<p>Per i trattamenti cervicali sono state somministrate in aggiunta anche iniezioni sottocutanee utilizzando aghi 4mm (27G), iniettando 3-5cc di miscela per punto alla concentrazione di 3-5 µg/mL di ozono. Le sedute duravano circa 45 minuti e prevedevano una prima parte caratterizzata dalle iniezioni ed una seconda parte di permanenza sul lettino per permettere una buona diffusione del gas.</p>
<p>Nessuno dei pazienti trattati ha presentato effetti collaterali al trattamento.</p>
<h2>TESTIMONIANZE:</h2>
<p><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-ozonoterapia-tesi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2970 size-large aligncenter" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-ozonoterapia-tesi-600x800.jpg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-ozonoterapia-tesi-600x800.jpg 600w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-ozonoterapia-tesi-300x400.jpg 300w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-ozonoterapia-tesi-768x1024.jpg 768w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-ozonoterapia-tesi.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>PAZIENTE 01: Il primo sintomo rilevante lo accusai in palestra, dove in poco mi trovai costretto a ridurre di molto i pesi in tutti gli esercizi nei quali lavoravo con il tricipite sinistro. Sotto sforzo il muscolo infatti si contraeva dolorosamente, e mi era di fatto impossibile completare l’estensione del muscolo stesso. Fui così costretto – circa tre anni fa – a limitare o eliminare tutti gli esercizi per i pettorali e la parte posteriore del braccio. Nonostante la riduzione dei carichi non ebbi però alcun significativo miglioramento di questa sintomatologia, che sino quel momento si presentava però solo con la muscolatura sotto sforzo. Dopo alcuni mesi – anche se avevo nel frattempo smesso completamente gli allenamenti – la situazione peggiorò però notevolmente, ed oltre ad accusare fastidi al collo mi ritrovai con la muscolatura della parte sinistra della schiena, della spalla e del braccio, costantemente e dolorosamente contrattura. Fu un mese terribile, nel quale i numerosi anti-infiammatori assunti ed otto sedute di Tecar terapia non produssero nessun significativo beneficio. Nel frattempo la mia ex moglie (che è un medico sportivo) mi prescrisse una Risonanza Magnetica, che portò alla refertazione di due ernie cervicali. Sempre la mia ex moglie mi suggerì poi di trovare su Roma qualcuno che praticasse trattamenti di ozonoterapia con iniezioni nei muscoli paravertebrali. Ciò a seguito di alcuni casi simili – che le erano stati presentati da due suoi colleghi – nei quali l’ozonoterapia aveva prodotto risultati notevoli. A Roma grazie alla segnalazione di una amica ho così avuto la fortuna di conoscere il Prof. Pandolfi e di affidarmi alle sue cure. Devo dire che i suoi trattamenti mi hanno veramente rimesso in piedi. La terapia è consistita inizialmente (mi scuso delle eventuali imprecisioni, ma non faccio il medico…) in iniezioni con concentrazioni dal 2 al 5 gamma di ozono nella muscolatura contratta, e già queste mi produssero una rilevante riduzione della sintomatologia. Ad essere però veramente risolutive furono le iniezioni per i primi trattamenti un po’ dolorose, ma sopportabili, che il dott. Pandolfi mi praticò successivamente nei muscoli paravertebrali, con concentrazioni arrivate sino ad un massimo del 30 gamma. Dopo alcuni mesi di questo trattamento, mi sottoposi ad una nuova risonanza magnetica, che evidenziò una notevole riduzione delle dimensioni delle ernie. Nel frattempo io avevo avuto una completa remissione della sintomatologia. A due anni dalle cure del Prof. Pandolfi non ho più avuto (facendo i debito scongiuri…) nessun problema, nonostante abbia ripreso anche ad allenarmi in palestra.</p>
<hr />
<p>PAZIENTE 02:<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2971 alignleft" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/paziente-2-ernia-al-disco.jpg" alt="" width="339" height="400" /> Patologie: Ernia del disco L5-S1, Sacroileite sinistra. Voglio raccontare la mia esperienza a riguardo facendo una premessa: sono una persona molto attiva fisicamente ed in buona forma. A fine Giugno 2016 ho cominciato ad accusare dolori lombari e una forte sciatalgia che mi ha costretto a letto per diverso tempo. A poco sono valse le iniezioni di antinfiammatori prima e di cortisone successivamente. Ho ripreso lentamente a camminare nonostante il dolore atroce nell’appoggiare la gamba a terra. Preoccupato dal dolore costante ed invalidante mi sono rivolto ad un ortopedico consigliato dal sostituto del mio medico di famiglia il quale mi prescrive una dose massiccia di cortisone per circa 2 settimane in vista dell’operazione da effettuare al più presto! Il tutto per telefono senza neanche una visita! Naturalmente rifiuto e su consiglio di un altro ortopedico faccio una risonanza magnetica+ radiografia della colonna da cui si evince un’ernia L5-S1 paramediana/foraminale sinistra con effetti compressivi radicolari. Mi viene sconsigliata l’operazione vista l’assenza di deficit neurologici importanti. La terapia: antinfiammatori,gastroprotettori, Lyrica e laser+tens+tecar+ionoforesi con risultati che non vanno oltre il sollievo momentaneo e una gastrite micidiale. Preso dallo sconforto provo con la chiropratica: un’altro buco nell’acqua ed il dolore addirittura peggiora. Su consiglio di amici vado da un noto professore di Roma che pratica una terapia con laser a CO2: altre migliaia di euro buttate, incluso un ricovero di un paio di giorni nella sua sedicente clinica alla modica cifra di 400 (quattrocento!) euro al giorno. Risultati? Pochi. Al massimo un sollievo temporaneo ed a carissimo prezzo. Il giorno dopo tornavo al punto di partenza. Ho fatto un altro tentativo con un osteopata, e la situazione è peggiorata al punto tale che non riuscivo più a dormire senza antinfiammatori. In questo rimbalzare tra venditori di illusioni sono arrivato a Gennaio 2017 e la situazione è disastrosa: non dormo, non posso stare seduto e neanche gli antinfiammatori mi danno più molto sollievo ma non demordo e prima di un eventuale intervento cerco un neurochirurgo che pratica l’ozonoterapia. Incontro così il dott. Sergio Pandolfi che mi visita e mi diagnostica anche una sacroileite sinistra, naturalmente non riscontrata dai “luminari” che mi avevano visitato in precedenza oppure insorta in seguito alle manipolazioni vertebrali. Mi dice che sono idoneo all’ozonoterapia ma che lui non fa miracoli. Iniziamo la terapia seguendo il suo protocollo e inizio finalmente a vedere dei miglioramenti. La sacroileite è sparita in 2 settimane.</p>
<p>Nell’arco di 1 mese il dolore diminuisce al punto che smetto di prendere gli antinfiammatori e soprattutto ricomincio a dormire. A 2 mesi dall’inizio della terapia riesco a guidare e soprattutto a camminare per vari chilometri senza fastidio particolare. Sto lentamente riprendendo a lavorare e d’ora in poi posso soltanto migliorare. Mi sento di dover ringraziare di cuore il medico che con la sua professionalità e umanità mi ha rimesso in piedi evitandomi l’intervento. Dopo tante delusioni finalmente un medico onesto e competente. Un altro grazie va alle infermiere del suo staff Alessandra e Linda, sempre gentili ed attente.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-paziente-ozono.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2972 size-full aligncenter" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-paziente-ozono.jpg" alt="" width="888" height="860" srcset="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-paziente-ozono.jpg 888w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-paziente-ozono-413x400.jpg 413w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-paziente-ozono-826x800.jpg 826w, https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2023/04/ernia-del-disco-paziente-ozono-768x744.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 888px) 100vw, 888px" /></a></p>
<p>PAZIENTE 03: Sono un ragazzo di 24 anni e ho lavorato per circa 5 anni come facchino in un albergo al centro di Roma. Nel dicembre 2015, sollevando un carico molto pesante a lavoro, ho sentito un dolore lombare molto forte. Dalla risonanza magnetica hanno riscontrato una piccola ernia tra le vertebre L5-S1. Il medico curante mi ha consigliato il riposo e mi ha prescritto la terapia posturale e farmaci antinfammiatori da cui ho tratto benefici per un breve periodo. Nonostante mi fosse stato consigliato anche di cambiare mansione, sono comunque tornato a lavoro occupando lo stesso posto ma eseguendo mansioni aggiuntive. All’inizio del 2016 ho iniziato ad accusare di nuovo forti dolori e una sensazione di calore su tutta la schiena. Ho continuato a lavorare senza sottopormi a nessuna terapia. Nel maggio</p>
<p>2017, uscendo dall’ascensore dello scarico merci a lavoro, sono stato investito da un carrello in discesa che ha urtato il mio piede sinistro e io, per fermarlo, l’ho spinto facendo forza sulle braccia e sulle gambe. Questo sforzo mi ha fatto sentire un dolore molto forte su tutta la schiena bloccando anche le gambe e impedendomi di fare qualsiasi movimento. Sono stato ricoverato in urgenza e mi hanno fatto una risonanza magnetica da cui è emerso che avevo un’ernia del disco espulsa posttraumatica in corrispondenza di L5-S1 sinistra. Il chirurgo che mi ha visitato mi ha detto che l’unica soluzione era l’intervento chirurgico. Abbiamo chiesto il parere di altri medici e mia sorella è riuscita a contattare un medico che ci ha consigliato l’ozonoterapia come trattamento alternativo, vista la mia giovane età. Mi sono quindi rivolto al Dott. Sergio Pandolfi, neurochirurgo e ozono-terapeuta, e nel luglio 2017 ho cominciato le sedute di ozonoterapia. Per 3 mesi ho fatto le infiltrazioni di ozono con una frequenza di due volte a settimana. Durante questi mesi già cominciavo a sentire un miglioramento dei sintomi, i quali interessavano la gamba e il braccio sinistro e la schiena. Progressivamente sono migliorato non accusavo più il dolore alla gamba sinistra, al polpaccio e al piede sinistro. Ero completamente bloccato nei movimenti per una contrattura muscolare che riguardava tutta la colonna vertebrale. A seguito di questi eccezionali miglioramenti clinici i medici dell’INAIL mi prescrivevano una risonanza magnetica di controllo. Ero più sciolto, morbido e alzando la gamba sinistra non avevo più dolore. Il Dott. Sergio Pandolfi si è dichiarato d’accordo con i colleghi dell’INAIL per fare la Risonanza Magnetica lombo-sacrale e verificare le condizioni dell’ernia. Il risultato ha sorpreso sia me che gli altri medici del lavoro che controllano la mia condizione clinica: l’ernia si è ridotta e i sintomi che accusavo precedentemente si ridotti notevolmente, attualmente no ho alcun dolore perchè l’ernia non comprime più la radice nervosa , come si vede dalla risonanza magnetica, ma accuso ancora dei lievi fastidi al ginocchio quando sono seduto che scompaiono quando cammino . Ringrazio di cuore il dott. Pandolfi Sergio che mi ha salvato dall’intervento chirurgico, per la sua pazienza e la sua disponibilità. Tanto era dovuto, cordiali saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terapia farmacologica domiciliare precoce COVID19</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/terapia-farmacologica-domiciliare-precoce-covid19/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=terapia-farmacologica-domiciliare-precoce-covid19</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 10:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[terapia domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[terapia precoce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/?p=2893</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo articolo verrà spiegato come sia possibile intervenire efficacemente contro il covid19 sia su pazienti vaccinati che non vaccinati grazie ad una terapia anti-infiammatoria precoce fin dai primi sintomi, invece di utilizzare il protocollo standard con tachipirina e vigile attesa che può portare ad un aggravamento. Terapia farmacologica domiciliare precoce del COVID-19 per prevenire [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/terapia-farmacologica-domiciliare-precoce-covid19/">Terapia farmacologica domiciliare precoce COVID19</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In questo articolo verrà spiegato come sia possibile intervenire efficacemente contro il covid19 sia su pazienti vaccinati che non vaccinati grazie ad una terapia anti-infiammatoria precoce fin dai primi sintomi, invece di utilizzare il protocollo standard con tachipirina e vigile attesa che può portare ad un aggravamento.</p></blockquote>
<h2>Terapia farmacologica domiciliare precoce del COVID-19 per prevenire l&#8217;ospedalizzazione e ridurre la mortalità. E&#8217; tempo per delle proposte.</h2>
<h2>Abstract da: <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bcpt.13690">BCPT (Basic &amp; Clinical Pharmacology &amp; Toxicology)</a></h2>
<p>La pandemia del COVID-19 è sicuramente un problema drammatico per l&#8217;umanità. In Italia la pandemia ha esercitato il suo maggiore impatto per tutto il periodo che va da febbraio a giugno 2020. Ad oggi è stato segnalato un numero imbarazzante di oltre134.000 morti.</p>
<p>L&#8217;autopsia post mortem è stata eseguita su un modesto numero di pazienti deceduti per infezione da COVID-19, portando a una prima conferma di immuno-trombosi polmonare come la principale patogenesi del covid-19, allo stesso modo di quanto era accaduto per la SARS. Da allora (giugno-agosto 2020), non c&#8217;è stato alcun obiettivo per affrontare una terapia precoce considerando questo problema patogenetico,</p>
<p>I pazienti trattati precocemente con una terapia a base di farmaci anti-infiammatori, antiaggreganti, anticoagulanti e con antibiotici hanno confermato che il covid-19 è una infezione endoteliale con immunotrombosi.</p>
<p>Il ruolo fondamentale di un protocollo terapeutico domiciliare per affrontare il COVID-19 lieve o moderato o i primi sintomi di questa patologia è quello di garantire un rapido intervento farmacologico al fine di prevenire nel modo più assoluto l’ospedalizzazione.</p>
<p>Pazienti non trattati o scarsamente trattati con la terapia più adeguata e appropriata all&#8217;esordio, hanno visto aumentare il tasso di ricovero nelle unità di terapia intensiva e anche la mortalità, a causa di immuno-trombosi del distretto capillare polmonare e dagli alveoli.</p>
<p>In Italia, è stata ufficialmente emanata una raccomandazione del Governo di usare il paracetamolo per ridurre e attenuare i primi sintomi di COVID-19. A questo proposito, gli antipiretici come l’acetaminofene (paracetamolo) hanno visto un enorme aumento nel loro uso durante la pandemia, sebbene il loro utilizzo possa essere pericoloso per i pazienti con COVID-19 (17,21-23)*.</p>
<p>La causa della malattia è una infiammazione endoteliale diffusa, che può indurre danni a vari organi e apparati. La terapia deve essere mirata a questa considerazione, e in questa recensione, dimostreremo come la terapia antiinfiammatoria precoce possa trattare l&#8217;infiammazione dell&#8217;endotelio e l&#8217;immuno-trombosi causale dal COVID-19, grazie all&#8217;uso di farmaci che raccomanderemo in questo lavoro.</p>
<h3>Download pubblicazione scientifica.</h3>
<p>Di seguito sono disponibili i download per la pubblicazione scientifica originale in inglese e la traduzione in italiano (solo a scopo di divulgazione e per uso interno):</p>
<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2021/12/Home-pharmacological-therapy-in-early-COVID-19.pdf" class="button primary is-primary is-medium"  >
    <span>&gt; DOWNLOAD PDF ENG: Home-pharmacological-therapy-in-early-COVID-19</span>
  </a>

<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2021/12/terapia-farmacologica-domiciliare-precoce-covid19per-prevenre-ospedalizzazione-e-ridurre-la-mortalita.pdf" class="button primary is-primary is-medium"  >
    <span>&gt; DOWNLOAD PDF ITA: Terapia-farmacologica-domiciliare-precoce-COVID-19</span>
  </a>

<p><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bcpt.13690">*LINK ONLINE: Home pharmacological therapy in early COVID‐19 to prevent hospitalization and reduce mortality: Time for a suitable proposal &#8211; Pandolfi &#8211; &#8211; Basic &amp;amp; Clinical Pharmacology &amp;amp; Toxicology &#8211; Wiley Online Library</a></p>
<hr />
<p><strong>Sergio Pandolfi (1,2) | Salvatore Chirumbolo (3) | Giovanni Ricevuti (4) | Luigi Valdenassi (1) | Geir Bjørklund (5) | Roman Lysiuk (6) | Monica Daniela Dos¸a (7) | Larysa Lenchyk (8) | Serafino Fazio (9)</strong></p>
<p>1) High School of Oxygen Ozone Therapy, University of Pavia, Pavia, Italy<br />
2) Unit of Neurosurgery, Villa Mafalda Health Clinics, Rome, Italy<br />
3) Department of Neurosciences, Biomedicine and Movement Sciences, University of Verona, Italy<br />
4) Department of Drug Science, University of Pavia, Pavia, Italy<br />
5) Department of Direction Board, Council for Nutritional an Environmental Medicine (CONEM), Mo i Rana, Norway<br />
6) CONEM Ukraine Life Science Research Group, Danylo Halytsky Lviv National Medical University, Lviv, Ukraine<br />
7) Department of Pharmacology, Faculty of Medicine, Ovidius University, Constanta, Romania<br />
8) CONEM Ukraine Pharmacognosy and Natural Product Chemistry Research Group, National University of Pharmacy, Kharkiv, Ukraine<br />
9) Department of Internal Medicine, University of Naples Federico II, Naples, Italy</p>
<p><strong>Correspondence</strong><br />
Salvatore Chirumbolo, Department of Neurosciences, Biomedicine and Movement Sciences, University of Verona,<br />
Strada Le Grazie 9, Verona 37134, Italy.<br />
Email: salvatore.chirumbolo@univr.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/terapia-farmacologica-domiciliare-precoce-covid19/">Terapia farmacologica domiciliare precoce COVID19</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fatigue nella PASC trattata con ozonoterapia</title>
		<link>https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/fatigue-nella-pasc-trattata-con-ozonoterapia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fatigue-nella-pasc-trattata-con-ozonoterapia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pandolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 14:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Malattie infettive]]></category>
		<category><![CDATA[fatigue]]></category>
		<category><![CDATA[long covid]]></category>
		<category><![CDATA[Ozonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[pasc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abstract from European Review for Medical and Pharmacological Sciences (2021;25:5871-5875) &#8220;Fatigue nella PASC (sequele post-acute di SARS-CoV2) trattata con ossigeno-ozono autoemoterapia. Risultati preliminari su 100 pazienti.  Obiettivo. La PASC, sequele post-acute dell&#8217;infezione da SARS-CoV2 è una nuova terminologia usata per descrivere la persistenza dei sintomi post-COVID, imitando in qualche modo quelli precedentemente descritti nella sindrome [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/fatigue-nella-pasc-trattata-con-ozonoterapia/">Fatigue nella PASC trattata con ozonoterapia</a> proviene da <a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com">Ozono Terapia Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abstract from European Review for Medical and Pharmacological Sciences (2021;25:5871-5875)</p></blockquote>
<h2><strong>&#8220;Fatigue nella PASC (sequele post-acute di SARS-CoV2) trattata con ossigeno-ozono autoemoterapia. Risultati preliminari su 100 pazienti. </strong></h2>
<h3>Obiettivo.</h3>
<p>La PASC, sequele post-acute dell&#8217;infezione da SARS-CoV2 è una nuova terminologia usata per descrivere la persistenza dei sintomi post-COVID, imitando in qualche modo quelli precedentemente descritti nella <strong><a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/sindrome-da-stanchezza-cronica/">sindrome da stanchezza cronica (CFS)</a></strong>.</p>
<p>In questo lavoro, abbiamo valutato un approccio terapeutico per affrontare la fatica (detta fatigue) derivata dalla PASC in 100 pazienti, precedentemente diagnosticati come positivi al COVID-19 e soddisfacenti i nostri criteri di ammissibilità, è stato diagnosticato con un affaticamento (fatigue) correlato alla PASC.</p>
<h3>Risultato.</h3>
<p>I pazienti sono stati reclutati nello studio e trattati con ossigeno-ozono autoemoterapia (O2-O3-AHT), secondo il protocollo SIOOT. La risposta dei pazienti a O2-O3-AHT e i cambiamenti nella fatigue sono stati misurati con il punteggio di a 7 punti della scala FSS Fatigue Severity Scale (FSS), secondo quanto precedentemente pubblicato in precisi protocolli.</p>
<p>Le statistiche hanno valutato che gli effetti di O2-O3-AHT su PASC riducevano i sintomi della fatigue del 67%, in media, in tutta la coorte di pazienti indagati (H = 148,4786 p &lt; 0,0001) (Figura 1). I pazienti che avevano seguito la terapia O2-O3-AHT, guarivano completamente dalla fatigue associata alla PASC, per circa un due quinti (40%) della coorte totale che ricevevano ozono e malgrado la maggior parte dei soggetti erano donne, l’effetto non veniva influenzato dalla diversa distribuzione sessuale (H = 0.7353, p = 0.39117).</p>
<figure id="attachment_2839" aria-describedby="caption-attachment-2839" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-2839" src="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2021/10/diagramma-post-covid.gif" alt="" width="800" height="487" /><figcaption id="caption-attachment-2839" class="wp-caption-text">Figura 01: . Diagrammi a scatola con tacche del punteggio FSS nei brevetti con stanchezza post-COVID prima e dopo ossigeno ozono terapia. (H = 148,4786 (p &lt; 0,0001) Il delta box plot mostra come la differenza tra prima e dopo i sintomi nel post-COVID siano molto alti.</figcaption></figure>
<h3>Conclusioni.</h3>
<p align="justify"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #202124;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;ozono-terapia è in grado di recuperare la normale funzionalità e di alleviare il dolore e il disagio nella forma di fatica (fatigue) associata a PASC in almeno il 67% di pazienti affetti da sequele post-COVID, a prescindere dalla distribuzione per sesso ed età. </span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #202124;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo studio preliminare incoraggia ulteriori ricerche ad andare avanti avanti nell&#8217;approfondimento dei meccanismi sottostanti questi risultati.</span></span></span></span></span></p>
<a href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2021/10/affaticamento-PASC-ita.pdf" target="new" class="button primary is-primary is-LARGE"  >
    <span>SCARICA IL PDF COMPLETO TRADOTTO IN ITALIANO</span>
  </a>

<a rel="noopener noreferrer" href="https://www.sergiopandolfiozonoterapia.com/wp-content/uploads/2021/10/Fatigue-post-covid.pdf" target="_blank" class="button primary is-primary is-LARGE"  >
    <span>DOWNLOAD PDF ORIGINAL ENGLISH VERSION</span>
  </a>

<hr />
<p>U. TIRELLI(1), M. FRANZINI(2), L. VALDENASSI(2), S. PISCONTI(3), R. TAIBI(4),</p>
<p>C. TORRISI(5), S. PANDOLFI(2,6), S. CHIRUMBOLO(7)</p>
<p>1) Tirelli Medical Group, Pordenone, Italy</p>
<p>2) SIOOT, High School in Oxygen Ozone Therapy, University of Pavia, Italy; SIOOT INTERNATIONAL, Communian Clinic, Gorle, Bergamo, Italy</p>
<p>3) Department of Onco-Hematology Medical Oncology, S.G. Moscati Hospital of Taranto, Taranto, Italy</p>
<p>4) Gruppo Oncologico Ricercatori Italiani, Gori (PN)</p>
<p>5) Division of Physiatry, University of Messina, Messina, Italy</p>
<p>6) Villa Mafalda Clinics, via Monte delle Gioie, Rome, Italy</p>
<p>7) Department of Neurosciences, Biomedicine and Movement Sciences, University of Verona, Verona, Italy</p>
<p>&nbsp;</p>
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